350 Wh/kg e niente propagazione: la cella CATL per eVTOL
Per gli eVTOL passeggeri CATL propone una cella prismatica da 350 Wh/kg validata sulla non propagazione del thermal runaway
CATL, il colosso cinese delle batterie, ha portato una cella prismatica da 350 Wh/kg allo standard di sicurezza aeronautica, superando una prova chiave sulla fuga termica. Nel test sono state fatte andare in thermal runaway due celle adiacenti, in punti diversi del pacco, senza che calore e fiamma si propagassero alle altre.
Il sistema è pensato per gli eVTOL passeggeri, gli aerotaxi elettrici a decollo e atterraggio verticale, che oggi usano in genere celle da 280–320 Wh/kg. Il passaggio a 350 Wh/kg, se validato anche a livello di velivolo, può tradursi in più carico utile o più autonomia, ma il test riguarda la sicurezza, non un via libera immediato ai voli commerciali.
CATL e la cella da 350 Wh/kg
La batteria aeronautica di CATL si basa su celle prismatiche ad alta densità, con 350 Wh/kg dichiarati. È il primo sistema di questo tipo a raggiungere questo livello di energia per chilo con uno standard di sicurezza di classe aeronautica, e CATL lo considera pronto per la produzione di massa destinata al mercato degli eVTOL per il trasporto persone.
Fotogallery: Autoflight V2000EM Prosperity
Il primo cliente indicato è Autoflight, azienda attiva negli aerotaxi elettrici, con il suo eVTOL V2000EM Prosperity da 2.400 kg di peso massimo al decollo, autonomia di 200 km e quota operativa di 3.000 metri. Questo passo si inserisce in una corsa più ampia all’aumento della densità energetica, dove comparire con una cella aeronautica affianca progetti come la batteria litio-aria di CATL con densità simile ai carburanti e lo sviluppo di nuove chimiche ad alta resa.
Il test di sicurezza: niente propagazione del thermal runaway
Il punto centrale della novità è il test di non propagazione del thermal runaway, la fuga termica che può innescare incendi nelle batterie. Nel caso CATL sono state portate intenzionalmente in runaway due celle adiacenti, sia al centro sia agli angoli del pacco, senza che l’evento si estendesse alle altre celle. L’intero processo è stato osservato da rappresentanti della CAAC, l’amministrazione dell’aviazione civile cinese.
CATL sottolinea che i dati raccolti possono entrare direttamente nella futura certificazione di aeronavigabilità degli eVTOL, ma non equivalgono a una certificazione già concessa. Il test alza comunque l’asticella rispetto alle prove che coinvolgono una sola cella, e si colloca accanto ad altri filoni di innovazione come le batterie al sodio pronte alla produzione e le nuove LFP CATL per auto elettriche, tutte orientate a combinare densità, costo e sicurezza.
Perché conta per gli eVTOL
Per gli eVTOL abitati il margine tra peso, autonomia e sicurezza è molto più stretto rispetto a quello di un’auto elettrica: ogni chilogrammo risparmiato nella batteria può andare in passeggeri o distanza utile. Passare da un intervallo tipico di 280–320 Wh/kg a 350 Wh/kg sulla stessa architettura significa, in teoria, aumentare la portata o ridurre il numero di moduli per la stessa missione.
Il superamento del test con due celle adiacenti in runaway, svolto in presenza della CAAC, colloca la batteria aeronautica CATL in una fase “già annunciata e pronta per la produzione” ma non ancora certificata per il servizio passeggeri. Questo tassello si aggiunge ad altre strade, come le prime linee produttive per batterie allo stato solido o gli obiettivi cinesi sulle regole per le batterie di nuova generazione entro il 2026, nel percorso che lega mobilità aerea elettrica e tecnologie nate per l’automotive.
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