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Le telecamere delle targhe non tracciano solo auto: il caso USA

Nuovi sistemi ALPR tracciano anche telefoni, AirPods, dispositivi Bluetooth e altro: è polemica negli Stati Uniti

Tesla Cybertruck Leonardo SignalTrace Hero
Foto di: Tesla, Leonardo. Collage by IEVs

I sistemi automatici di riconoscimento delle targhe attirano sempre più critiche delle organizzazioni per la tutela della privacy, quantomeno negli Stati Uniti. E, forse, queste tecnologie rappresentano solo l’inizio di un qualcosa di più grande.

Una delle aziende attive nel settore, Leonardo, ha infatti sviluppato un nuovo sistema chiamato SignalTrace, che secondo un’indagine pubblicata da 404 Media sarebbe in grado di identificare e tracciare le “impronte digitali elettroniche” generate dai dispositivi che le persone portano sempre con sé.

Oltre la targa: il tracciamento dei dispositivi personali

Secondo la documentazione tecnica, SignalTrace è progettato per associare le informazioni raccolte dai sistemi di lettura automatica delle targhe coi segnali emessi da dispositivi che utilizzano protocolli wireless molto diffusi, come il Bluetooth.

Tra questi rientrano smartphone, auricolari wireless, smartwatch, fitness tracker e numerosi altri dispositivi elettronici. Il sistema sarebbe inoltre in grado di rilevare apparecchi basati su tecnologia RFID senza contatto, inclusi i sensori di pressione degli pneumatici, i badge aziendali e perfino i microchip identificativi utilizzati per gli animali domestici.

Come funziona SignalTrace

Il principio di funzionamento è semplice, almeno sulla carta. Ogni dispositivo elettronico dotato di connettività wireless emette segnali identificativi necessari per comunicare con altri apparecchi.

SignalTrace li raccoglie e collega tra loro, associandoli eventualmente anche ai dati provenienti dalle telecamere per il riconoscimento delle targhe. Attraverso algoritmi dedicati, il sistema individua gruppi di dispositivi che si spostano regolarmente insieme.

Nel tempo, questa combinazione di elementi genera una sorta di firma elettronica unica.

L’esempio fornito dalla stessa azienda è esplicativo: se molte automobili possono contenere un iPhone, soltanto una potrebbe avere contemporaneamente uno specifico modello di iPhone, un’autoradio Audi, cuffie Bose, uno smartwatch Garmin, un localizzatore Bluetooth e una determinata targa. L’insieme di questi elementi costituisce una firma digitale praticamente unica.

Stando a Leonardo, questa firma può aiutare gli investigatori a identificare sospetti o testimoni anche nel caso in cui una targa venga modificata, sostituita o rimossa.

Dalla vettura alla persona

L’aspetto più significativo della tecnologia è proprio questo passaggio: il tracciamento non riguarda più soltanto il veicolo, ma può arrivare indirettamente alla persona che lo utilizza.

Leonardo SignalTrace Inline
Photo by: Leonardo SignalTrace

SignalTrace raccoglie infatti identificativi pubblicamente trasmessi dai dispositivi wireless, come gli indirizzi hardware Bluetooth utilizzati per l’accoppiamento con altri apparecchi. Combinando questi dati con informazioni su veicoli, targhe, luoghi e orari, il sistema crea collegamenti permanenti tra persone, oggetti e spostamenti.

Tutti i dati vengono successivamente archiviati all’interno della piattaforma Enterprise Operations Center di Leonardo, dove possono essere consultati e analizzati in futuro.

Non servono nemmeno le telecamere

Un altro elemento rilevante è che SignalTrace non dipende necessariamente dai sistemi di lettura delle targhe.

I sensori possono essere installati anche autonomamente e utilizzati in luoghi che non hanno nulla a che vedere col traffico stradale. Tra gli esempi citati figurano stazioni ferroviarie, centri commerciali, luoghi per eventi e altre aree pubbliche.

In pratica, il sistema potrebbe monitorare la presenza e gli spostamenti di dispositivi elettronici anche in assenza di veicoli.

Il nodo privacy

Dal punto di vista legale, la raccolta di questi dati si colloca in una zona che negli Stati Uniti viene generalmente considerata legale. Le immagini delle targhe vengono infatti registrate in luoghi pubblici e i segnali wireless intercettati sono trasmessi apertamente dai dispositivi stessi.

La Corte Suprema degli USA ha più volte stabilito che negli spazi pubblici non esiste una ragionevole aspettativa assoluta di privacy per questo tipo di informazioni.

Ma il fatto che una società privata possa costruire archivi dettagliati sugli spostamenti quotidiani delle persone continua a suscitare preoccupazioni tra attivisti, esperti di sicurezza informatica e difensori dei diritti civili.

Nuova frontiera della sorveglianza

Se i sistemi di riconoscimento delle targhe hanno già acceso il dibattito sul monitoraggio di massa, tecnologie come SignalTrace potrebbero spostare la discussione su un livello persino più delicato. Non si tratta solo di identificare un’auto, ma di collegare in modo persistente veicoli, dispositivi personali e persone reali attraverso una rete di dati raccolti automaticamente.

Per molti osservatori, il salto di qualità è proprio questo: trasformare il monitoraggio di un bene materiale, come un’auto, in uno strumento capace di seguire indirettamente gli individui ovunque vadano. Ed è qui che il confine tra sicurezza, investigazione e tutela della privacy diventa più sottile.