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Perché il 5G può entrare in competizione con l'auto elettrica
La tecnologia avrà un ruolo chiave per i trasporti sostenibili sempre più smart, ma anche riflessi sul nodo materie prime: ecco perché

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
22 set 2020 alle 17:25
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L’innovazione tecnologica, vista come processo generale, non può che giovare alla crescita della mobilità elettrica. Così, ad esempio, la diffusione del 5G permetterà di migliorare la comunicazione tra le vetture, la guida autonoma e la connettività con cloud e infrastrutture, in un ecosistema sempre più integrato.
Eppure, proprio il 5G, potrebbe rappresentare un ostacolo imprevisto per i produttori di auto elettriche. Perché? Per il cobalto, elemento ancora fondamentale per le batterie delle auto elettriche (anche se si lavora per farne a meno), al punto da essere al centro della strategia europea per le materie prime critiche. Ma cosa c'entra il 5G cobalto?
Servono più capacità e potenza
La crescita della rete 5G per la trasmissione dei dati tra i dispositivi connessi in rete consentirà lo scambio di una maggiore quantità di informazioni, che dovrà avvenire attraverso antenne più potenti rispetto a quelle del 4G e che necessitano di più energia per funzionare.
In sostanza, quindi, per mantenere un'autonomia paragonabile a quella odierna, le batterie di smartphone, portatili o tablet dovranno avere una capacità sempre maggiore, che a cascata si rifletterà in una maggiore richiesta di cobalto da parte del mondo tech. E più domanda, ca va sans dire, può voler dire maggiori prezzi.
A questo si aggiunge anche la maggior potenza richiesta dai trasmettitori 5G, che per non stressare la rete elettrica - come avviene già in Cina - potranno richiedere la presenza di sistemi di stoccaggio per la gestione dei picchi di consumo. E anche qui, altra necessità di accumulatori "assetati" di cobalto.
Domanda in salita
Ecco quindi perché il 5G, considerata una delle tecnologie chiave del progresso tecnologico, sarà strettamente dipendente dalle forniture di cobalto. Non ha dubbi su questo George Heppel, analista che a Reuters ha dichiarato che la domanda di cobalto per i dispositivi portatili salirà dalle 45.000 tonnellate di quest’anno a 73.000 tonnellate nel 2025.

Considerando la domanda di cobalto totale, le stime, pubblicate in una nota di Benchmark Mineral Intelligence, parlano di un aumento di oltre il 100% dal 2020 al 2025, passando da 100.000/130.000 tonnellate attuali a 200.000/260.000 tonnellate. Inoltre, la domanda di cobalto per i sistemi di stoccaggio aumenterà del 35% all’anno per tutto il decennio.

Elaborazione Reuters
L'impegno per il "cobalt-free"
Il cobalto, già in cima alla lista degli osservati speciali de questo momento storico, assumerà un ruolo chiave e determinerà il successo di quelle aziende che non incontreranno difficoltà a reperirlo, in modo etico. In quest’ottica si spiega anche la mossa della Cina, che ha messo le mani su circa 2.000 tonnellate di questo raro metallo da usare come riserva strategica.
Guardando al futuro, però, sono tante le Case automobilistiche che stanno cercando soluzioni alternative. Da BYD, che ha appena presentato la D1 con batteria cobalt-free, a Tesla, che con CATL e Panasonic sta lavorando su due progetti di celle agli ioni di litio per limitare o eliminare l'uso del cobalto (per ora "eliminato" dalle Model 3 Made in China).
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