Dal lanciafiamme alla tavola da Surf: gli oggetti più curiosi venduti da mr. Tesla, puntualmente andate sold out

C’è un famoso concerto degli AC/DC che inizia con il chitarrista Angus Young che sale sul palco da solo: è illuminato da un occhio di bue in un silenzio surreale e suona una singola nota. Una sola, e viene giù lo stadio. Ecco, Elon Musk in un certo senso ha molto in comune con Angus Young.

Fa una cosa, e il mondo corre a comprarla. È una dote di pochi, pochissimi personaggi brillanti e sopra le righe che in realtà, per arrivare a sortire quell’effetto con una singola nota (o un singolo prodotto), hanno alle spalle una fulgida carriera costellata di successi.

Una fervida immaginazione

Elon Musk, a neanche cinquant’anni, di successi ne ha collezionati tanti: con Tesla e con SpaceX soprattutto, ma anche con PayPal, piattaforma che ha contribuito a creare in gioventù, o con Neuralink, che sta esplorando nuove frontiere della biomedicina.

Fotogallery: Le 5 cose più strane inventate da Elon Musk

Ma la misura di quanto sia carismatico non è data dalle aziende che dirige. Piuttosto, la si percepisce dalle iniziative isolate che ogni tanto si concede e che finiscono regolarmente con un rapidissimo quanto clamoroso sold out. Vediamo le più curiose.

Lanciafiamme: gennaio 2018

Tutto è iniziato con il lanciafiamme. Prodotto dalla Boring Company, è stato svelato a fine gennaio di due anni fa. Ne vennero prodotte 20.000 unità che andarono tutte vendute nel giro di poche ore. Costavano 500 dollari l’una e l’incasso totale dell’operazione toccò i 10 milioni di dollari. La compagnia, tolte le spese, si mise in tasca un utile di 3,5 milioni di dollari nel giro di un paio di giorni.

Tequila, lanciafiamme e tavole da surf: tutte le pazzie di Elon Musk

Criticato per aver immesso sul mercato un oggetto definito inutile se non pericoloso, Musk, con la solita faccia tosta, rispose che la sua azienda avrebbe immesso sul mercato anche un apposito estintore. Solo che sarebbe costato - citiamo testualmente - “una somma esorbitante di denaro”.

La tavola da surf: luglio 2018

Arriva l’estate ed Elon Musk, evidentemente particolarmente ispirato dal sole della California, si lancia in un’altra impresa, stavolta a dire il vero meno strampalata. Si mette a vendere tavole da surf. Non è la prima volta che una Casa automobilistica si cimenta con questo oggetto, lo ha fatto anche Mercedes, che ha aiutato Garrett McNamara a domare le onde più grandi del mondo a Nazare, in Portogallo.

Tequila, lanciafiamme e tavole da surf: tutte le pazzie di Elon Musk

La tavola da surf di Tesla costa 1.500 dollari, è in carbonio e la cosa più caratteristica che la contraddistingue è la finitura bicolore, nera sopra e rossa sotto. Anche in questo caso: 200 gli esemplari messi in vendita e 200 gli acquisti in poche ore. Per la gioia (e l’ego) di Musk.

La canzone: gennaio 2020

Non è un prodotto vero e proprio, ma ha due caratteristiche che permettono di inserirlo ufficialmente nella lista delle cose pazze fatte da Mr.Tesla: non ha nulla a che vedere con le attività abituali di Musk ed è comunque uno strumento che fa guadagnare dei soldi. O meglio, li avrebbe fatti guadagnare se avesse avuto successo.

Tequila, lanciafiamme e tavole da surf: tutte le pazzie di Elon Musk

La canzone “Don’t Doubt Ur Vibe” è stata ripresa da tantissimi canali YouTube, a dimostrazione ancora una volta del potere mediatico di Musk, ma non è diventata un tormentone e anzi è stata accolta tiepidamente dal pubblico. La critica, invece, l’ha proprio stroncata. Ascoltandola, viene da pensare che sia giusto così.

Gli shorts: luglio 2020

Chissà se lo ha pensato fin dall’inizio o se l’idea è venuta in un secondo momento? In ogni caso, le quattro auto che Tesla ha a listino si chiamano S, X, 3 e Y: così, se lette in ordine cronologico. Ma anche S3XY, giocando con lettere e numeri.

Shorts Tesla

E proprio la scritta “sexy” in lettere dorate è comparsa quest’estate su un paio di shorts da donna rossi fiammanti venduti sul sito ufficiale insieme al resto del merchandising al prezzo di 69 dollari. Risultato: store digitale intasato e prodotto letteralmente andato a ruba in poche ore.

La Tequila: novembre 2020

A inizio 2018 la Tesla era sull’orlo del fallimento. Il primo aprile Elon Musk pubblicò su Twitter un post in cui annunciava l’arrivo della Teslaquila, ma tutti lo presero per il classico Pesce d’Aprile. Oltretutto, in vena di ironie, il giorno dopo scherzò anche sulla situazione finanziaria mostrandosi, sempre su Twitter, nelle vesti di un senzatetto con tanto di cartone (naturalmente Tesla) come coperta.

Tequila, lanciafiamme e tavole da surf: tutte le pazzie di Elon Musk

Beh, a distanza di oltre due anni, senza tanti proclami, la Tequila Tesla l’ha realizzata davvero. In una bottiglia a forma di folgore che, per stare in piedi, deve per forza essere messa nell’apposito piedistallo di metallo. Costa 250 dollari e, si legge, contiene “100 percento de agave tequila añejo, invecchiata in barili di quercia francese, ha un bouquet che ricorda la frutta secca e la vaniglia con un bilanciato finale di cannella e pepe”.

Vi incuriosisce? Peccato: è finita in un lampo. ma potete sempre comprarla da chi, speculando, la vende anche su internet a quattro volte il valore iniziale...

Aspettando i mattonci(o)ni simil-Lego

E adesso? Cos’altro avrà in serbo il buon Elon? Sicuramente, se mai tirerà fuori qualche altro progetto “pazzo”, lo farà sfruttando come sempre l’elemento sorpresa. Ma c’è una cosa di cui ha parlato e che non è detto che non prenda forma, prima o poi.

Elon Musk pensa agli autobus da impiegare nei Loop Tunnel

Si tratta di mattoni giganti che si incastrano con un meccanismo che ricorda quello dei famosi mattoncini colorati per bambini. A differenza dei lego, però, questi saranno in pietra estratta durante gli scavi che la Boring Company effettua per creare la rete di Hyperloop dedicati al trasporto veloce e saranno adatti per la costruzione di case (vere) e altre costruzioni edili. Se mai saranno disponibili ci sarà la fila per riuscire ad accaparrarseli per usarli per dare vita a ville e palazzi. Scommettiamo?