Il più grande mercato al mondo di auto elettriche non si ferma. Anzi, ha intenzione di continuare la cavalcata verso le zero emissioni da trasporti almeno per altri 5 anni. La previsione è di Fu Bingfeng, vicepresidente esecutivo della China Association of Automobile Manufacturers.

Durante una conferenza tenuta a Shanghai, il rappresentante della CAAM ha stimato che da qui al prossimo futuro le vendite di auto full electric, ibride plug-in e fuel cell - l'insieme che in Asia viene chiamato NEV - aumenteranno del 40% o anche più ogni anno.

I segreti di Pechino

I numeri portati da Bingfeng stimano 1,9 milioni di NEV venduti nel 2021 e 2,7 milioni nel 2022. Chi sono i protagonisti? Prima di tutti i grandi costruttori locali come Nio, Xpeng e BYD, e poi quelli stranieri come Tesla, che insieme stanno espandendo la capacità produttiva all'ombra della Grande Muraglia.

Polestar Cina fabbrica

I meriti vanno poi condivisi con gli incentivi fiscali previsti da Pechino, attualmente in vigore fino al 2022, ma che potrebbero essere estesi anche oltre. Così almeno suggerisce Wan Gang. Considerato il “padre dei veicoli elettrici” in Cina, è un consigliere per la politica industriale del Governo. Se il Dragone continua a premere l’acceleratore delle vetture a batteria, parte del merito va sicuramente a lui.

Nessuna frenata

La prospettiva di una galoppata così decisa non sorprende, considerato il record di immatricolazioni registrato nei primi mesi di quest’anno. Così, il Paese continua ad attirare investimenti, come quello di Volkswagen, che aprirà a Shanghai il suo terzo impianto cinese per produrre la ID.3.

Per rendere ancora più aggressiva la propria industria automotive, Pechino ha messo in cantiere la realizzazione di un software di Stato per le auto elettriche, senza contare gli investimenti fatti dalle imprese all’estero per l’approvvigionamento del rame. E se Biden continua a lanciare frecciatine verso l’Oriente, la Cina passa al contrattacco.