I Paesi europei più avanzati sono ancora lontani, ma anche in Italia il mercato delle auto elettriche ha raggiunto una prima importante pietra miliare. Lo sottolinea lo Smart Mobility Report della School of Management del Politecnico di Milano.

Il dato parla chiaro e dice che il numero di vetture a batteria sulle strade della Penisola è più che raddoppiato in soli 9 mesi, passando da 99.000 di dicembre 2020 a 200.000 di settembre 2021. Considerando anche biciclette (+44% sul 2019), moto (+210%) e autobus (+49%), i veicoli elettrici immatricolati in Italia nel 2020 sono cresciuti del 61%.

Ecco perché

L’impennata è merito soprattutto di tre fattori. Il primo è la presenza degli incentivi all’acquisto, nonostante i continui stop&go che hanno afflitto l’ecobonus. Poi, c’è la forte e consolidata virata delle Case verso l’elettrificazione. Ultimo, il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, arrivate a quota 25.000 punti di ricarica in tutto il Paese.

A questo punto, secondo un sondaggio fatto dallo stesso Osservatorio tra i potenziali acquirenti di auto elettriche, la diffusione delle colonnine non rappresenta più una grossa preoccupazione tra gli automobilisti: solo il 21% degli intervistati ha espresso dubbi sulla rete.

Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche di Axpo a Roma

Cosa non va

Ma, in tutto questo, ci sono diversi “ma”. Prima di tutto, la distribuzione delle infrastrutture di ricarica, concentrate in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto. Continua così a esserci il forte divario tra Nord e Sud, con il Settentrione che ha rappresentato il 67% del mercato 2020, seguito dal Centro (26%) e del Mezzogiorno (7%).

Dando uno sguardo più in generale al mercato, ben il 70% degli intervistati ha ribadito che la spesa iniziale è considerata ancora troppo alta per comprare un’auto elettrica, nonostante il total cost of ownership rimanga più basso rispetto a quello delle vetture a combustione.

Complessivamente, la flotta di mezzi a batteria continua a rappresentare solo l’1% del parco circolante. Con questa base, l’obiettivo di 6 milioni di veicoli elettrificati (4 milioni di BEV e 2 milioni di PHEV), fissato per fine decennio dal Pniec, sembra molto difficile da centrare a meno di politiche particolarmente decise.

2022 Ford F-150 Lightning di ricarica

La ricetta dell’Osservatorio

“Da qui al 2030 – ha commentato Simone Franzò, direttore dell’Osservatorio Smart Mobility – serve un deciso supporto normativo a favore della mobilità sostenibile, che può abilitare un giro d’affari pari almeno a 200 miliardi di euro, includendo l’acquisto dei veicoli e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, con potenziali benefici per tutta la filiera”.

Franzò ha poi dato una sua ricetta: “Sono certamente una buona notizia i 38 miliardi stanziati dal Pnrr (circa il 20% dei fondi disponibili) per promuovere iniziative come la diffusione delle infrastrutture di ricarica, o del biometano e dell’idrogeno nei trasporti, ma Francia, Germania e Spagna, ad esempio, hanno deciso di supportare maggiormente l’acquisto di veicoli elettrici, il cui elevato costo iniziale rispetto alle auto tradizionali rimane in Italia il principale scoglio da superare”.