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Ricarica e colonnine

Le colonnine fast? Troppo poche: così le Case pungolano l'Europa

Solo l'11% delle infrastrutture di ricarica nel Vecchio Continente ha una potenza oltre i 22 kW. E l'Italia è sotto la media Ue

La tabella sulle colonnine nei vari Stati membri Ue

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

3 nov 2021 alle 13:08

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Le auto elettriche crescono con forza in Europa, ma per farle decollare del tutto servono più colonnine di ricarica. E soprattutto più colonnine fast, ad alta potenza. La sottolineatura arriva da Acea, l’associazione che riunisce i costruttori del Vecchio Continente, che ha messo in fila i numeri e si è rivolta direttamente alle istituzioni europee per intervenire.

Solo 1 colonnina su 9 è fast

Secondo i dati pubblicati, sono quasi 225.000 le infrastrutture pubbliche sparse tra i 27 Stati membri dell’Unione. Di queste, ben 200.000 (quindi 8 su 9, cioè l’89%) hanno ancora una potenza inferiore o al massimo uguale ai 22 kW, che non consente ricariche veloci.

Solo gli altri 25.000 caricatori (1 su 9, pari all’11% del totale) superano i 22 kW, permettendo agli automobilisti di fare il pieno di elettroni in tempi davvero rapidi, attestandosi magari anche sotto i 20 minuti.

2022 Ford F-150 Lightning di ricarica

Come se la cava l’Italia

Guardando i numeri diffusi dall’associazione e aggiornati alla fine del 2020, si può leggere che l’Italia possiede 13.073 punti per la ricarica, di cui 11.842 lenti (90,6%) e 1.231 fast (9,4%). Un dato, quest’ultimo, leggermente inferiore alla media europea dell’11,1%.

Un report però più recente, pubblicato da Motus-E a fine settembre, dice che le infrastrutture della Penisola sono 24.794, con il 95% delle colonnine (circa 23.500) in corrente alternata e il 5% in corrente continua (poco più di 1.200).

Appello all’Ue

Di fronte a questa situazione, arriva il commento amaro di Eric-Mark Huitema, direttore generale di Acea: “Per convincere più cittadini a passare all’elettrico, dobbiamo eliminare tutti i problemi associati alla ricarica. Le persone hanno bisogno di vedere molti caricabatterie nel loro ambiente quotidiano e questi punti di ricarica devono essere veloci e facili da usare, senza dover aspettare in lunghe code”.

Parlamento europeo

L’associazione esorta pertanto "il Parlamento europeo e il Consiglio a rafforzare in modo significativo la proposta fatta dalla Commissione Ue” con la direttiva Dafi sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, attualmente in fase di aggiornamento e considerata fondamentale per la buona riuscita del pacchetto Fit for 55.

L’obiettivo è “garantire che l’Europa possa costruire una fitta rete di ricarica, con un numero sufficiente di caricabatterie veloci in ciascuno Stato membro entro il 2030”. Il giudizio sull’operato di Bruxelles, però, è molto severo: “Sfortunatamente, la proposta della Dafi non è abbastanza ambiziosa per raggiungere questo obiettivo. Inoltre, è totalmente disallineata con i nuovi obiettivi sulla CO2 proposti per le auto”.

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