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Le colonnine fast? Troppo poche: così le Case pungolano l'Europa

Solo l'11% delle infrastrutture di ricarica nel Vecchio Continente ha una potenza oltre i 22 kW. E l'Italia è sotto la media Ue

La tabella sulle colonnine nei vari Stati membri Ue

Le auto elettriche crescono con forza in Europa, ma per farle decollare del tutto servono più colonnine di ricarica. E soprattutto più colonnine fast, ad alta potenza. La sottolineatura arriva da Acea, l’associazione che riunisce i costruttori del Vecchio Continente, che ha messo in fila i numeri e si è rivolta direttamente alle istituzioni europee per intervenire.

Solo 1 colonnina su 9 è fast

Secondo i dati pubblicati, sono quasi 225.000 le infrastrutture pubbliche sparse tra i 27 Stati membri dell’Unione. Di queste, ben 200.000 (quindi 8 su 9, cioè l’89%) hanno ancora una potenza inferiore o al massimo uguale ai 22 kW, che non consente ricariche veloci.

Solo gli altri 25.000 caricatori (1 su 9, pari all’11% del totale) superano i 22 kW, permettendo agli automobilisti di fare il pieno di elettroni in tempi davvero rapidi, attestandosi magari anche sotto i 20 minuti.

2022 Ford F-150 Lightning di ricarica

Come se la cava l’Italia

Guardando i numeri diffusi dall’associazione e aggiornati alla fine del 2020, si può leggere che l’Italia possiede 13.073 punti per la ricarica, di cui 11.842 lenti (90,6%) e 1.231 fast (9,4%). Un dato, quest’ultimo, leggermente inferiore alla media europea dell’11,1%.

Un report però più recente, pubblicato da Motus-E a fine settembre, dice che le infrastrutture della Penisola sono 24.794, con il 95% delle colonnine (circa 23.500) in corrente alternata e il 5% in corrente continua (poco più di 1.200).

Appello all’Ue

Di fronte a questa situazione, arriva il commento amaro di Eric-Mark Huitema, direttore generale di Acea: “Per convincere più cittadini a passare all’elettrico, dobbiamo eliminare tutti i problemi associati alla ricarica. Le persone hanno bisogno di vedere molti caricabatterie nel loro ambiente quotidiano e questi punti di ricarica devono essere veloci e facili da usare, senza dover aspettare in lunghe code”.

Parlamento europeo

L’associazione esorta pertanto "il Parlamento europeo e il Consiglio a rafforzare in modo significativo la proposta fatta dalla Commissione Ue” con la direttiva Dafi sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, attualmente in fase di aggiornamento e considerata fondamentale per la buona riuscita del pacchetto Fit for 55.

L’obiettivo è “garantire che l’Europa possa costruire una fitta rete di ricarica, con un numero sufficiente di caricabatterie veloci in ciascuno Stato membro entro il 2030”. Il giudizio sull’operato di Bruxelles, però, è molto severo: “Sfortunatamente, la proposta della Dafi non è abbastanza ambiziosa per raggiungere questo obiettivo. Inoltre, è totalmente disallineata con i nuovi obiettivi sulla CO2 proposti per le auto”.