Continua a far discutere la politica del presidente Joe Biden per incentivare l’acquisto di auto elettriche negli Stati Uniti. A finire nel mirino è la proposta, inserita nel grande progetto di legge Build Back Better Act, che porta a 12.500 dollari l’attuale bonus da 7.500 $, ma solo per i veicoli costruiti negli Usa da lavoratori iscritti ai sindacati.

Ma la norma viene considerata discriminatoria da diverse parti, tra cui l’Unione europea, che ha scritto e inviato Oltreoceano una lettera firmata Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue e commissario al commercio.

Ci perdono tutti

Intercettata da Bloomberg, la missiva invita il Senato a stelle e strisce a eliminare “tutti gli elementi” della misura, che finirebbe per penalizzare le vetture importate in America. “Siamo d’accordo che i crediti d’imposta possono costituire importanti incentivi per guidare la domanda di veicoli elettrici. Anche molti Stati membri dell’Ue fanno uso di tali incentivi”, esordisce Dombrovskis.

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“Tuttavia – prosegue –, crediamo anche che questi bonus fiscali dovrebbero essere equi ed evitare discriminazioni tra i produttori di automobili”. Poi, spazio alle paure dell’Europa: “Spero vivamente che non portino a inutili attriti o creino nuove barriere nelle relazioni transatlantiche”. Ad andarci di mezzo, secondo il vicepresidente dell’esecutivo europeo, non sarebbero solo le Case straniere, ma anche i dipendenti statunitensi non iscritti alle Union.

“Sembra improbabile – si legge ancora – che i crediti d’imposta al consumo proposti siano strumenti efficaci per ottenere un’ulteriore sindacalizzazione del lavoro negli Stati Uniti e potrebbero invece fornire un incentivo discriminatorio all’acquisto di auto da produttori in cui i lavoratori sono già sindacalizzati”.

Minaccia velata

Ancora, il piano Biden sarebbe “incoerente” con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e rischierebbe di interrompere le catene di approvvigionamento. Perciò, alla fine, Dombrovskis avverte sulle conseguenze del tenere in vita la proposta: “Non c’è nulla da guadagnare su entrambe le sponde dell’Atlantico nel mettere a repentaglio questa relazione vantaggiosa, discriminando i prodotti e gli investitori”.

“Misure come quelle attualmente allo studio – continua – andrebbero anche contro i nostri recenti sforzi per ricostruire questo rapporto risolvendo i nostri problemi del passato ed evitando nuovi punti di tensione”.

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Non solo l’Europa

Il suo appello si aggiunge al coro di voci che vede Toyota, Honda e Volkswagen America unirsi a Tesla, da sempre contraria alla norma. Elon Musk è tornato sull’argomento proprio nelle ultime ore, chiedendo nuovamente di bloccare la legge.

Anche Canada e Messico, attraverso i loro leader riuniti alla Casa Bianca, avevano espresso un “no” secco all’idea di Biden, perché la misura ridurrebbe le vendite dei veicoli esportati nei vicini Stati Uniti. In occasione del vertice a tre, il presidente Usa aveva provato a rassicurare i due partner commerciali, ricordando che l’incentivo non sta avendo vita facile in Senato, dove potrebbe addirittura ricevere una bocciatura.

In ogni caso, una spaccatura dell'Occidente sull'auto elettrica appare uno scenario assolutamente da evitare, posto che "incentivi o meno" i concorrenti cinesi sembrano avviati a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel settore. E lo stanno facendo con una programmazione ormai decennale.