Con la diffusione delle auto elettriche cresce anche il numero di colonnine pubbliche sparse per il mondo. Si scopre oggi che proprio questo proliferare di punti di ricarica sta spingendo sempre più hacker a rivolgere la loro attenzione verso questi dispositivi.

“I pirati informatici vedono nelle colonnine una nuova opportunità per fare soldi in modo illegale”, ha detto Yoav Levy, ceo di Upstream Security, società israeliana che si occupa proprio di protezione dei dati e di sicurezza a livello automotive. Ma perché gli hacker stanno guardando alle colonnine con sempre maggiore interesse? “Da un lato sono collegati alla rete - spiega Levy – dall’altro all’auto, è questo essere una sorta di elemento di raccordo dal quale accedere altrove che fa gola”.

Manomissioni documentate

In effetti nel mondo si sono già verificati episodi che hanno messo in luce un problema di vulnerabilità dei sistemi di ricarica pubblica. Ha fatto scalpore, il mese scorso, quanto accaduto sull’isola di Wight, in Inghilterra. Secondo quanto riportato anche dalla BBC, sui monitor di tre colonnine di ricarica degli hacker hanno proiettato filmati pornografici.

Non solo, a febbraio, su alcune colonnine presenti sull’autostrada che collega Mosca a San Pietroburgo, alcuni pirati informatici hanno violato i sistemi di sicurezza della stazione di ricarica e hanno disabilitato i dispositivi come segno di protesta dentro l’invasione Russa in Ucraina. Sugli schermi di quelle colonnine sono comparsi pesanti insulti diretti a Valdimir Putin in persona oltre che messaggi di supporto al popolo ucraino.

 

Dalle provocazioni alle truffe

Il problema - che riguarda in generale qualunque dispositivo elettronico con cui interagiamo quotidianamente - è che gli hacker potrebbero anche spingersi oltre, arrecando problemi agli utenti o alle aziende.

“Ci sono già casi documentati in questo senso – ha spiegato Levy in un’intervista rilasciata ad Automotive News – e sono sicuro che molti episodi non sono ancora stati resi noti”. È chiaro che con auto sempre più tecnologiche e connesse, indipendentemente dall'alimentazione, l'attenzione a queste tematiche deve essere ai massimi livelli. Così come lo dovrebbe essere per qualsiasi device connesso alla rete. 

L'esortazione di Levy è quindi che i Governi, che stanno investendo molto per creare un'infrastruttura di ricarica che possa accompagnare la transizione ecologica, stanzino dei fondi anche per garantirne sicurezza e inviolabilità.