Davvero l'Europa può sfruttare gli incentivi USA sull'auto elettrica?
Secondo un manuale sull'Inflation Reduction Act, le Case europee possono sfruttare il credito di imposta se vendono alle aziende
Joe Biden concede agevolazioni e riduzioni fiscali sull’acquisto di auto elettriche prodotte negli USA, ma un po’ anche a quelle prodotte in Europa. È quanto si evince da una guida rilasciata dagli Stati Uniti sull’Inflation Reduction Act nella quale l’Ue ha trovato una parziale apertura.
La misura voluta dalla Casa Bianca, che mette in campo 430 miliardi di dollari in crediti d’imposta per l’acquisto di auto elettriche e altri prodotti green prodotti negli Stati Uniti, infatti, potrebbe prevedere benefici anche per i produttori europei. Vediamo come.
Bonus solo per chi vende alle aziende
Il manuale diffuso dagli Usa sull’Inflation Reduction Act, le cui misure entreranno in vigore il 1° gennaio, sembra affermare che i veicoli a zero emissioni prodotti in Europa potrebbero beneficiare di crediti d’imposta se venduti a operatori commerciali. Resterebbero invece esclusi se fossero venduti a consumatori privati.
La Commissione europea ha affermato che il credito d’imposta per i veicoli commerciali elettrici sarà disponibile anche per le aziende europee che producono in Europa a patto che quei veicoli siano realizzati da “produttori qualificati”.
Una serie di Volkswagen ID.4 prodotte nello stabilimento di Chattanooga
La Commissione ha però anche affermato che l’iniziativa americana continua a suscitare una certa preoccupazione vista la presenza di disposizioni discriminatorie verso i produttori di veicoli elettrici del Vecchio Continente. Disposizioni che, addirittura, violerebbero le norme di diritto internazionale perché ostacolano la libera concorrenza e hanno ripercussioni negative sui prezzi.
La preoccupazione resta
Per questo motivo la Commissione europea continuerà a lavorare per cercare nuove soluzioni nei confronti dell’Inflation Reduction Act, chiedendo un trattamento alla pari rispetto alle aziende statunitensi, nel rispetto degli accordi di libero scambio tra le parti.
Preoccupazione a parte, la Commissione ha fatto sapere in una nota che la fiducia non è minata: “Accogliamo con favore l’annuncio degli Stati Uniti sul fatto che ci vorrà più tempo per definire le linee guida su argomenti ancora in sospeso. Speriamo che affrontino le varie questioni in modo soddisfacente”.
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