Estrarre il litio dal sottosuolo e contestualmente ricavare energia geotermica è possibile? Secondo gli Stati Uniti sì, tanto che nella prima settimana di agosto il Governo di Washington ha approvato un pacchetto di finanziamenti da 10,9 milioni di dollari da destinare a tutte quelle aziende che avrebbero presentato un progetto valido.

Ne avevamo parlato proprio su queste pagine e poche ore fa il Gruppo Stellantis ha annunciato di aver investito 100 milioni di dollari in CTR (Controlled Thermal Resources Holdings Inc.), azienda attiva nel campo dell'estrazione geotermica, per ricavare litio per le proprie batterie. Ecco i dettagli.

Un piano ambizioso

L'accordo tra Stellantis N.V. e CTR Inc., come anticipato, prevede un importante investimento di oltre 100 milioni di dollari da parte del Gruppo, con l'obiettivo di portare avanti lo sviluppo del progetto "Hell’s Kitchen" di CTR, il più importante al mondo dedicato al litio geotermico.

Se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un progetto che, una volta messo a terra definitivamente, consentirà di produrre fino a 300.000 tonnellate di carbonato di litio equivalente all’anno. In base a quanto comunicato da Stellantis, una parte del materiale prodotto da Hell’s Kitchen consentirà alle auto full electric dell'azienda di accedere agli incentivi previsti dall’Inflation Reduction Act (IRA) statunitense.

Come funziona l'estrazione geotermica del litio

Ma non è tutto. Con l'occasione le due aziende hanno inoltre comunicato di aver esteso l’accordo di fornitura iniziale, con CTR che ha annunciato di essersi impegnata a fornire fino a 65.000 tonnellate di idrossido di litio per batterie (LHM) all’anno per dieci anni (originariamente l'accordo prevedeva una fornitura di 25.000 tonnellate annue).

Come funziona

Il progetto Hell’s Kitchen di CTR, nella contea di Imperial in California, come avevamo anticipato in un articolo dedicato che spiegava questo modo di estrarre litio in America, prevede l’estrazione del prezioso minerale dalle salamoie geotermiche, utilizzando energia ricavata da fonti rinnovabili e vapore.

Si tratta di un processo sostenibile, che elimina la necessità di bacini di evaporazione, di miniere a cielo aperto e l’utilizzo di combustibili fossili per il trattamento del materiale. L’inizio della fornitura è previsto per il 2027.

Carlos Tavares, CEO di Stellantis, ha commentato:

“La nostra spinta alla decarbonizzazione, leader del settore, si fonda su sistemi produttivi a basse emissioni e su una filiera sostenibile per la realizzazione dei nostri veicoli elettrici. Il recente accordo con CTR è un elemento importante del nostro impegno a favore dei clienti e del pianeta nel percorso da noi intrapreso per offrire una mobilità pulita, sicura e accessibile in Nord America.”