Come fa BYD a battere Tesla nelle vendite di auto elettriche
Gli analisti sono certi che la Casa cinese supererà Elon Musk e soci nel quarto trimestre: la base di partenza erano solo 48 vetture
BYD è pronta a superare Tesla nelle vendite di auto elettriche. Si era detto già dopo che erano stati rilasciati i dati inerenti lo scorso trimestre (il terzo del 2023) e lo si ripete a gran voce oggi, a pochi giorni dalla chiusura del quarto trimestre e dell’anno.
Molti analisti non hanno dubbi: la Casa americana perderà la leadership "a batteria" per la prima volta nella sua storia. Il momento rappresenterà un vero e proprio spartiacque nella storia della mobilità del futuro.
Un sorpasso storico
Il successo di BYD dimostrerà definitivamente che, in un mondo in cui a livello assoluto sono ancora i grandi gruppi come Toyota, Volkswagen e Hyundai-Kia a fare i volumi maggiori, Case automobilistiche come quella cinese, in grado di portare un grado elevato di innovazione, possono crescere in modo considerevolmente più veloce, arrivando alla fine a conquistare enormi fette di mercato. Ma da dove arriva BYD? E come ha fatto a raggiungere il primato?
La BYD ATTO 3: l'auto del brand più venduta in Europa
I fattori che, tra una settimana o poco più, la porteranno a diventare la prima Casa automobilistica di auto elettriche al mondo sono diversi. Il primo riguarda la visione aziendale del suo fondatore; il secondo è l'appartenenza a un Paese come la Cina, il cui export sta diventando sempre più consistente. Partiamo da questo dato.
L’export cinese scala le classifiche
BYD, come SAIC o Geely, stanno contribuendo a portare la Cina tra i principali esportatori di auto nel mondo. Il Paese del Dragone ha superato la Germania, la Corea del Sud e gli Stati Uniti e ora minaccia il Giappone, da sempre al primo posto per auto vendute al di fuori dei propri confini.
I numeri dicono che il Giappone, nel 2022, ha esportato 4,36 milioni di auto, ma di queste solo una piccola percentuale era elettrica. La Cina ha toccato quota 3,6 milioni, con 1,3 milioni di vetture esclusivamente a batteria. È chiaro che, in questo scenario, con i numeri delle auto a zero emissioni in costante aumento, la Cina potrà presto battere il Giappone. Ora torniamo a BYD.
Auto elettriche e batterie
Nel 2011 Elon Musk si mise a ridere quando qualcuno gli chiese se BYD avrebbe mai potuto superare Tesla. Ma se un genio della finanza come Warren Buffet investe pesantemente in un’azienda, c’è poco da star tranquilli. Buffett, si sa, ha guadagnato milioni e milioni dall’affare BYD (i 230 milioni di dollari investiti sono diventati 8 miliardi) e Tesla, che prima dominava il settore, ora lascia lo scettro di regina alla rivale di Shenzen.
BYD, fondata nel 2003, ha avviato le attività acquistando una Casa automobilistica cinese di proprietà statale e nel 2008 ha presentato la sua prima auto, una vettura ibrida venduta nel primo anno in ben… 48 unità. Ma il suo fondatore Wang Chanfu, fin da subito, ha avuto le idee chiare. BYD avrebbe dovuto scommettere sulla produzione di batterie e di auto elettrificate.
Ha creduto nel suo progetto anche quando i numeri gli davano torto e ora raccoglie i frutti della sua intuizione (non dimentichiamoci che BYD è anche tra i primi Costruttori al mondo di batterie). Musk ha ammesso la forza del rivale affermando che la gamma BYD è altamente competitiva. Wang, ormai, è visto come un guru. Ingegnere chimico, non frequenta i social e parla molto poco. Ma lavora fino a 70 ore a settimana e ha trovato il modo di abbassare i prezzi delle auto elettriche fino a renderle costose come le equivalenti vetture a benzina.
Fotogallery: BYD Seal
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