Com'è la nuova Nissan Leaf vista dal vivo: le foto
A un primo contatto, l'elettrica giapponese sembra avere tutte le carte in regola, per design, contenuti e qualità
La Nissan Leaf è tornata. Ed è cambiata completamente. L’abbiamo vista dal vivo e, da un primo contatto, ci sembra che abbia fatto la scelta giusta. Perché? Prima di tutto perché da berlina è diventata crossover, segno tangibile della volontà di volersi proporre come una vettura al passo coi tempi. Poi perché, dal punto di vista stilistico, ha una bella personalità. Può piacere o non piacere, ma sa farsi notare.
Andiamo avanti? Ha dimensioni azzeccatissime. È addirittura più corta della precedente: coi suoi 4,35 metri di lunghezza, infatti, è perfetta anche per la città. Ma la cura “restringente” non si nota, per merito di una silhouette proporzionata e armoniosa da qualsiasi punto di vista la si osservi. Fino a qui, però, abbiamo detto cose che si potevano sapere anche solo guardando le foto.
Tra futuro e passato
Girando intorno alla terza generazione della Nissan Leaf - non abbiamo detto che è anch’essa totalmente elettrica perché è scontato, visto che questo nome è sinonimo di zero emissioni dal 2010 - scopriamo un crossover davvero ben fatto. Il frontale con una fascia nera che corre orizzontale sotto il cofano e si piega ai lati, per disegnare una specie di bocca, permette di riconoscere il modello sin dal primo sguardo.
Nella vista di profilo, invece, a colpire è l’andamento del tetto, disegnato da un’unica linea ad arco che dal montante anteriore prosegue armoniosa fino allo spoiler di coda. Dal vivo si avverte un senso di compattezza, ma anche in certo dinamismo. L’auto è solida e ben piantata a terra, complici dei cerchi di dimensioni generose, con diametro da 19”, dal disegno altrettanto insolito.
Dietro, gli appassionati di auto vedranno subito i rimandi alla storia del brand. In quella coda verticale e in quella fascia nera che incornicia fari dalla forma rettangolare, non si può non vedere una Datsun 240Z, la famosa coupé del 1970. Non si tratta di un’operazione amarcord, ma di una corretta reinterpretazione di elementi estetici che fanno parte del patrimonio Nissan.
Un abitacolo luminoso
Passiamo agli interni? Sedili comodi davanti e comodissimi dietro e posto guida da auto degli anni ’20 del terzo millennio, dove tutto è incentrato sul pannello anteriore che incorpora il monitor della strumentazione e il touchscreen dell’infotainment.
Dal posto guida si nota un volante a due razze con molti tasti (forse troppi, almeno a un primo sguardo). Hanno il vantaggio che, una volta capiti, comandano ciascuno una sola funzione e rendono gli interventi più rapidi. Ci si deve abituare anche ai pulsanti dedicati alla selezione delle modalità di marcia. Sono piazzati sotto le bocchette di aerazione e, per quanto facili da raggiungere, richiedono un minimo di dimestichezza.
A parte questi dettagli, ai quali crediamo si faccia in fretta l’abitudine, la Nissan Leaf mostra un abitacolo piacevole e ben curato, in cui la possibilità di scegliere rivestimenti chiari a contrasto dona luminosità e maggiore armonia all’ambiente.
Tirando le somme di questa elettrica (le cui caratteristiche meccaniche potete leggere a questo link), la Nissan Leaf sembra un’auto concreta e razionale, moderna e tendenzialmente ben costruita. Certo, rispetto al passato, quando si laureò anche l’elettrica più venduta al mondo, i tempi sono cambiati tantissimo e la concorrenza si è fatta numerosa e agguerrita.
Fotogallery: La nuova Nissan Leaf vista dal vivo
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