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L'auto elettrica rallenta, ma indietro non si torna: il punto

Dal Giappone arrivano segnali chiari che la transizione richiederà più tempo del previsto. Frenano tutti tranne la Cina

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Negli ultimi anni l’auto elettrica ha attraversato una fase più complessa del previsto. Dopo l’entusiasmo del periodo 2020-2022, quando molti costruttori avevano annunciato il passaggio quasi totale alle batterie entro il 2030, il mercato ha rallentato la corsa. Le vendite hanno continuato a crescere, ma con ritmi inferiori alle aspettative, costringendo l’industria a fare i conti con una realtà diversa da quella immaginata pochi anni prima.

Oggi, però, lo scenario sta nuovamente cambiando. In molti mercati le immatricolazioni di auto elettriche sono tornate ad aumentare e la transizione procede, ma con caratteristiche differenti rispetto alle previsioni iniziali. I clienti continuano ad apprezzare le vetture ibride, le infrastrutture si sviluppano a velocità diverse da Paese a Paese e il percorso verso la completa elettrificazione appare più lungo e graduale di quanto costruttori e analisti avessero previsto.

Per questo motivo numerose Case auto hanno rivisto i piani. Non si tratta di una marcia indietro sull’elettrico, bensì di un aggiustamento delle tempistiche, degli investimenti e degli obiettivi commerciali. Una tendenza che coinvolge gran parte dell’industria automobilistica mondiale — Cina esclusa — e che trova conferma anche nelle decisioni più recenti prese da Honda e Lexus, soltanto gli ultimi esempi di un fenomeno ormai diffuso tra costruttori asiatici, europei e americani.

Lexus cancella la berlina a zero emissioni

Tra i casi più recenti c’è quello di Lexus. Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dal Giappone, il marchio premium di Toyota avrebbe cancellato il progetto della berlina elettrica derivata dalla concept LF-ZC, una sorta di erede a batteria dell’attuale IS.

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La Lexus LF-ZC, concept elettrica di una futura berlina a zero emissioni

Il modello era già stato rinviato una prima volta e rappresentava uno dei tasselli più importanti della futura offensiva elettrica del marchio. La decisione sarebbe legata alle incertezze del mercato e alla volontà di concentrare le risorse sui segmenti oggi più richiesti, come SUV e crossover. La scelta conferma l’approccio prudente di Toyota e Lexus, che continuano a sostenere una strategia multialimentazione fatta di ibride, plug-in hybrid, elettriche e idrogeno, evitando di puntare tutto su una sola soluzione.

Honda taglia gli investimenti

Ancora più significativo è il caso Honda. La Casa giapponese ha recentemente annunciato una revisione della strategia sull’elettrico, riducendo gli investimenti previsti per le auto a batteria e abbassando le aspettative di vendita per il 2030.

Honda 0 SUV

Honda 0 SUV

Foto di: Honda

Parallelamente, il costruttore ha deciso di rafforzare il proprio impegno sulle ibride, fissando l'obiettivo di superare i 2 milioni di vetture elettrificate vendute ogni anno entro la fine del decennio. È stato inoltre sospeso un importante progetto industriale in Canada dedicato alla produzione di batterie e veicoli elettrici. Honda continua a credere nelle zero emissioni, ma ritiene che il mercato non sia ancora pronto per una diffusione così rapida delle BEV come previsto soltanto pochi anni fa.

I costruttori asiatici puntano sull’ibrido

Lexus e Honda non sono casi isolati. Anche altri marchi asiatici stanno adottando un approccio più prudente. Toyota continua a sostenere che la riduzione delle emissioni debba passare da tecnologie differenti, dalle full hybrid alle plug-in hybrid fino alle elettriche pure. Una posizione che per anni è stata criticata ma che oggi appare più vicina alla realtà del mercato.

Anche Nissan, pur continuando a investire sulle elettriche, sta puntando sulla tecnologia e-Power, mentre diversi costruttori giapponesi e coreani mantengono in gamma una forte presenza di modelli ibridi e plug-in, considerati una soluzione più facilmente accettata da molti clienti.

La nuova Nissan Ariya diventa un powerbank su ruote

La nuova Nissan Ariya 

Foto di: Nissan

In Europa si allungano i tempi della transizione

Veniamo al Vecchio Continente. Volkswagen, Audi e Porsche continuano a investire nelle auto elettriche, ma hanno rivisto le previsioni di vendita e stanno rafforzando l'offerta di modelli ibridi plug-in. E sta pensando di portare da noi anche la tecnologia EREV che già sta commercializzando in Cina.

Ford (la Ford "europea") ha abbandonato l'idea di una gamma europea completamente elettrica entro il 2030, mentre Mercedes ha ridimensionato gli obiettivi di elettrificazione fissati pochi anni fa. La stessa Volvo, che era stata una delle Case più aggressive sul tema, ha corretto il proprio piano dichiarando che nel 2030 potrebbe essere ancora presente una quota di modelli ibridi nella gamma.

Volvo EX60 Fuoristrada (2026)

Volvo EX60

Foto di: Volvo

Renault resta tra i gruppi più convinti della validità dell'auto elettrica, ma già nella fase finale della guida di Luca De Meo la Casa ha più volte sottolineato come la transizione richieda tempi più lunghi e vetture più accessibili rispetto a quelle attualmente disponibili. La sensazione è che nessuno stia rinunciando all'elettrico, ma che quasi tutti abbiano compreso come il percorso verso il 2035 sarà più graduale del previsto.

Pragmatismo Made in USA

Dall'altra parte dell'Atlantico il rallentamento è ancora più evidente. General Motors ha ridotto alcuni programmi produttivi legati alle auto elettriche e ha rinviato diversi investimenti, mentre Ford ha cancellato o posticipato alcuni progetti già annunciati.

Le Case americane continuano a sviluppare modelli a batteria, ma stanno cercando di evitare investimenti aggressivi in una fase in cui la domanda cresce meno delle aspettative. In parallelo aumentano gli investimenti nelle ibride e nelle tecnologie considerate più redditizie nel breve termine.

Ford Capri (2024)

Ford Capri (2024)

Foto di: Ford

La Cina continua a correre

Il quadro cambia completamente se si guarda alla Cina. Qui le vendite di auto elettriche e plug-in continuano a crescere a ritmi sostenuti grazie a prezzi competitivi, una filiera delle batterie molto sviluppata e costi energetici generalmente inferiori rispetto a quelli europei.

Marchi come BYD, Geely, SAIC, Chery, Xpeng, Leapmotor e NIO continuano a investire massicciamente nelle zero emissioni e stanno accelerando l'espansione internazionale. Mentre molti costruttori occidentali rallentano per adattarsi alla domanda reale, i gruppi cinesi sembrano invece convinti che il momento giusto per spingere sull'elettrico sia proprio questo.

Le prime Leapmotor B10 in viaggio per l'Europa

Leapmotor B10 sbarcate in Europa

Foto di: CarNewsChina

Non si torna indietro

La conclusione è che la transizione non si è fermata, ma sta cambiando forma. Le Case auto hanno capito che i tempi immaginati nel pieno dell'entusiasmo post-pandemia erano probabilmente ottimistici.

L'auto elettrica continuerà a crescere, ma sarà accompagnata più a lungo da ibride e plug-in hybrid. Non si tratta di un ritorno al passato, bensì di una fase di adattamento che punta a conciliare obiettivi ambientali, sostenibilità economica e richieste dei clienti.

Fotogallery: Lexus LF-ZC Concept