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Ricarica e colonnine

Perché con il metodo Tritium ricaricare è più facile che fare benzina

La società ha lanciato un nuovo sistema cardless per la ricarica, che ricalca un po' lo stile Tesla Supercharger: ecco come funziona

Tritum Plug and Charge: la ricarica senza abbonamento

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

27 mag 2020 alle 09:59

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La ricarica "facile"? Non è più solo quella ai Supercharger Tesla, perché ora c'è anche Tritium. La società australiana (con sede europea ad Amsterdam), infatti, ha messo a punto una tecnologia chiamata Plug and Charge che permette di fare il pieno di energia alla propria auto elettrica presso una colonnina pubblica e di effettuare il pagamento senza app o carte magnetiche.

Niente di più facile. Il sistema funziona grazie al fatto che attraverso un software apposito, l’auto e la colonnina possono comunicare attraverso un protocollo criptato. In questo modo, riconosciuto il veicolo, il software procede in automatico al pagamento senza richiedere l’intervento del conducente.

Addio abbonamenti e carte fedeltà

Tritum afferma che questa tecnologia è la prima al mondo di questo tipo. Secondo James Kennedy, uno dei boss della società, “fare il pieno di elettroni sarà molto più facile che fare il pieno di benzina”. Inoltre, renderà superfluo ogni tipo di abbonamento o la sottoscrizione ad un servizio di ricarica.

Tritum Plug and Charge: la ricarica senza abbonamento

Ad una prima analisi, questo nuovo metodo di pagamento dovrebbe anche essere più sicuro, oltre che più rapido. Il software si basa infatti sugli standard ISO15118, che rappresentano una garanzia in fatto di crittografia. “È più facile perdere una carta prepagata o una tessera magnetica, con il rischio di perdere anche dei soldi, che restare vittima di un attacco informatico mentre si usa il nostro metodo Plug and Charge”, ha aggiunto ancora Kennedy.

A proposito di ricarica

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Resta qualche nodo

Fino a qui, tutto molto bello. Ci sono però un paio di problemi da affrontare affinché Trivium possa diffondere la propria tecnologia tra gli adepti della mobilità a zero emissioni. Prima di tutto, sarà necessario che le auto siano predisposte in origine con un dispositivo compatibile con i punti di ricarica. E lo stesso vale per le colonnine, che dovranno essere equipaggiate di un software apposito. Solo così, infatti, una volta avviata la ricarica, mezzo e charger potranno dialogare.

Inoltre, al momento, la tecnologia Plug and Charge per ora è compatibile solo con gli standard CCS (qui una panoramica sui diversi standard di ricarica). Non funziona quindi con Supercharger o con lo standard CHAdeMO, arrivato recentemente fino a 500 kW di potenza. Insomma, di strada ce n’è ancora da percorrere, ma una nuova direzione è stata tracciata.

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