La cancelliera tedesca elogia il lavoro per la Gigafactory di Berlino: "Esempio positivo". E intanto la Casa mette nel mirino Giacarta

L’arrivo di Tesla in Germania non fu inizialmente dei migliori. Quando Elon Musk individuò il terreno vicino Berlino dove costruire la Gigafactory tedesca, diverse associazioni ambientaliste alzarono le barricate parlando di deturpazione dell’area, di eccessivi consumi di acqua e di altre questioni ambientali.

Con il tempo le critiche si sono affievolite, Musk ha trovato l’accordo con le autorità locali e ora la Gigafactory procede spedita verso il giorno dell’apertura ufficiale dei cancelli. Il Governo centrale, che pure ha ricevuto Musk nelle scorse settimane, era però stato un po’ in disparte sull’arrivo di Tesla nel Paese, ma ora è Angela Merkel in persona a tessere le lodi della Casa californiana.

Un esempio da seguire

“Sono lieta che lo stato di Brandeburgo e Tesla collaborino in modo proficuo", ha detto la cancelliera ripresa dai media tedeschi,"stanno lavorando bene e velocemente, nel pieno rispetto delle regole, cogliendo le condizioni favorevoli create dalle nostre politiche finanziarie”.

Tesla: ecco la Gigafactory Berlino

Merkel ha anche detto che Tesla è un esempio positivo per l’industria tedesca, perché si concentra sulla mobilità elettrica e lo fa con metodi all’avanguardia che accelerano lo sviluppo di nuove tecnologie.

Ha aggiunto anche che la Casa agisce senza favoritismi e senza deroghe, spiegando che le proteste degli abitanti del luogo sono lecite, e fanno parte di uno Stato di democrazia, ma che le autorità locali stanno monitorando i lavori per garantire la sicurezza di tutti e offrire un’opportunità alla Regione, che potrà fregiarsi di avere la prima fabbrica Tesla d’Europa. Per questo anche a suo avviso l’opinione pubblica è generalmente contenta dell’operazione.

Intanto Musk guarda all’Indonesia

Elon Musk, si sa, fa fatica a restare con le mani in mano. E mentre in Germania si spendono parole di elogio nei suoi confronti, lui già guarda altrove. Verso l’Indonesia, per la precisione. Il Governo del Paese asiatico, infatti, ha confermato trattative in corso con la Casa di Palo Alto.

Musk sarebbe interessato all’Indonesia non tanto per avviare la produzione di auto, ma per acquistare nichel o eventualmente realizzare semilavorati per le batterie. Non si esclude che in futuro possano arrivare anche a costruire auto elettriche. Per ora, però, ci si concentra sulle attività estrattive, nuova frontiera di Tesla lanciata all'ultimo Battery Day.

Elon Musk

Opportunità di crescita

In Indonesia l’industria delle batterie sta crescendo: recentemente sia LG Chem - secondo alcuni finita in parte anche nel mirino di Musk - sia CATL - tra i maggiori partner di Tesla - hanno avviato siti produttivi nel Paese, ingolositi dalla presenza di nichel. Musk ha capito che con l'apertura di un ulteriore canale di approvvigionamento si creerebbero le condizioni per ampliare le sue attività, anche nel campo del fotovoltaico.

Per questo ha proposto alle autorità asiatiche contratti di lungo termine a condizioni vantaggiose, a patto che garantiscano la fornitura di grosse quantità di nichel e, allo stesso tempo, si impegnino ad adottare metodi estrattivi ecosostenibili. Vedremo se le parti in causa troveranno l’accordo.