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Tesla valuta la fusione con un’altra Casa: Elon Musk stupisce tutti
Il numero uno di Palo Alto scuote l'industria dell'auto con una dichiarazione che va ben oltre rispetto a quanto detto in passato

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
2 dic 2020 alle 00:16
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La dichiarazione shock arriva da Elon Musk in persona (e chi, altrimenti?). Il numero uno di Tesla si è detto pronto a discutere la possibilità di fondere la Casa che ha visto nascere e che dirige con qualche altro costruttore di automobili.
L'idea, per certi versi, potrebbe anche non essere così folle. Tesla è la Casa automobilistica che vale di più in Borsa. Così tanto che con una capitalizzazione di quasi 550 miliardi di dollari pesa come Toyota, Volkswagen, Mercedes, General Motors, BMW e BYD messe insieme. È chiaro quindi che se arrivasse a una fusione con qualche altra Casa, nella realtà dei fatti, la assorbirebbe direttamente o poco di più. Ma chi sarebbe disposto a farsi "mangiare" così?
Posizione dominante
Inoltre, Tesla in questo momento può far valere un certo vantaggio competitivo nel campo delle auto elettriche, come hanno ammesso del resto a più riprese anche i vertici Volkswagen, da Herbert Diess a Markus Duesmann.

Ma in un mondo in così veloce trasformazione non è detto che in futuro non possa essere raggiunta – o superata – da qualche storico brand che, una volta capita la direzione in cui muoversi, potrebbe sfruttare una maggiore “potenza di fuoco” e riuscire a colmare il gap.
“Non abbiamo nessuna intenzione di lanciare un’operazione di acquisizione ostile verso nessuno – ha dichiarato Musk – ma se qualcuno si presentasse con l’intenzione di fondersi con Tesla e illustrasse buone ragioni per farlo, potremmo iniziare a parlarne”.
Le partnership passate
Tesla già in passato ha lavorato a stretto contatto con case come Toyota e Mercedes. Con la prima (con la quale i rapporti non sono così distesi) avviò la produzione di powertrain elettrici, mentre con la seconda si concentrò sulla guida autonoma.

Ma eravamo nel 2010, Tesla era piccola e ancora molto acerba. Musk ebbe l’intelligenza di studiare da vicino i due colossi dell’automobile, di carpirne i segreti, e poi di proseguire per la sua strada. Una fusione dieci anni avrebbe significato scomparire, ora sarebbe molto diverso.
Resta da capire, invece, cosa abbia spinto Mercedes e Toyota a vendere le proprie partecipazioni in Tesla nel 2014 e nel 2017: una mossa apparentemente poco lungimirante.
Meglio soli?
Ma torniamo alla possibilità di una fusione tra Tesla e un’altra Casa. Il momento, dal punto di vista finanziario, potrebbe essere propizio. Ma Tesla avrebbe dei vantaggi reali? A ben vedere, Elon Musk punta esclusivamente sull’elettrico, e lo sta facendo costruendo Gigafactory in tutto il mondo. Ultima quella cinese dedicata ai Supercharger.
Gli converrebbe unirsi a qualche brand che si porterebbero dietro una zavorra di stabilimenti, strutture e modalità operative legate ancora alle auto termiche? A spanne le chance che un’operazione di questo tipo si concretizzi sembrano molto basse. Ma con Musk di mezzo tutto è possibile.
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