Voglia di stupire, aerodinamica, robustezza e funzionalità: i segreti (e l'idea) dietro il pick up ispirato ai caccia militari

Se c’è una cosa che ha lasciato a bocca aperta il mondo intero il giorno della presentazione del Cybertruck, quella è il design. Talmente insolito che quando Tesla ha rilasciato i primi teaser ufficiali in molti hanno pensato si trattasse di uno scherzo.  

Adesso Franz von Holzhausen, a capo del design della Casa, spiega da dove deriva la scelta di realizzare un pick up con quelle forme. Lo ha fatto durante una recente intervista ad un media cinese, che gli ha chiesto specificatamente delucidazioni al riguardo. 

Voglia di essere unici

La prima cosa che è stata decisa da Tesla ha messo in cantiere il progetto Cybertruck è stata che dovesse essere un mezzo diverso da qualsiasi altro in circolazione. Su questo, Elon Musk non ha mai avuto dubbi, confermando anche nel recente passato che dietro non ci siano state ricerche di marketing, ma solo "la volontà di spaccare".

Fotogallery: Tesla Cybertruck

Quindi, il team del centro stile ha iniziato a lavorare alla definizione di uno stile di rottura, cercando l’ispirazione in oggetti e campi insoliti. “Alla fine – ha detto von Holzhausen – ci sono piaciute le forme e le proporzioni di certi aerei militari”. Di fronte a questa dichiarazione il legame con certi bombardieri statunitensi, e in particolare con il Lockheed F-117 Nighthawk, è evidente.

Non solo estetica

Ma lo stile del Cybertruck non è stato scelto soltanto per colpire visivamente il pubblico. Prima di tutto, ha un'aerodinamica sorprendente. Poi l’idea è che trattandosi di un mezzo (anche) da lavoro, dovesse essere robusto oltre ogni misura e sopportare qualsiasi tipo di maltrattamento.

Tesla Cybertruck

Da qui arriva, ad esempio, la scelta di dotarlo di vetri infrangibili (ehm, sappiamo com'è andata...) e di carrozzeria in acciaio inossidabile resistente agli urti e alla corrosione. L’acciaio, che ha benefici evidenti, è anche difficile da lavorare. Quindi, realizzare pannelli da forme definite e senza nervature e incurvature particolari ha facilitato di gran lunga i processi produttivi. E permette anche di ridurre i costi.

A proposito di costi: se siete affascinati dal Cybertruck ma volete spendere un po' meno per avere qualcosa che lo ricordi, chissà che non troviate in vendita un maglioncino natalizio a tema (visto il periodo) o le istruzioni per costruirvi il vostro esemplare con i mattoncini Lego.

Avvezzi alle stranezze

Andando oltre al Cybertruck, se si guarda alla produzione Tesla, si scopre una gamma di modelli dalle forme filanti e armoniose (o S3XY, come direbbe Musk). Dettate soprattutto da necessità aerodinamiche. A ben guardare, però, qualche tocco estroso anche in passato se lo sono concesso.

Il più celebre è costituito dalle porte posteriori della Model X, che si aprono ad ala di gabbiano. “Volevamo delle porte che garantissero la massima apertura possibile – ha detto von Holzhausen – e alla fine abbiamo optato per una soluzione che è effettivamente insolita e scenica”. Ah, e vogliamo parlare del Semi?