LeasysGO! ha la sua infrastruttura di ricarica: a Torino tutto pronto per il nuovo servizio operato con le 500 elettriche

Non passa giorno che FCA non annunci una qualche iniziativa inerente la mobilità elettrica. La partnership con Carrefour, il progetto e-nterprise, i servizi Leasys… Oggi proprio Leasys, società controllata da FCA Bank, annuncia l’acquisto di BlueTorino, società del gruppo francese Bolloré che proprio nel capoluogo piemontese operava con un servizio di car sharing elettrico.

Con questa mossa FCA diventa proprietaria delle 430 colonnine che BlueTorino aveva installato in città, con rispettivi parcheggi, che andranno ad unirsi alle 100 gestite da Leasys e alle altre in arrivo nel 2021, che porteranno il totale a 560 colonnine.

L’importanza dell’infrastruttura

La mossa ha un significato chiaro: appropriarsi di una rete di ricarica capillare da usare per i propri servizi di car sharing che, come annunciato, vedranno impegnata una flotta di Fiat 500 elettriche (qui potete leggere la nostra prova completa).

Fiat 500e

Con tutta probabilità, le citycar impiegate per il nuovo servizio di car sharing LeasysGO! saranno in versione Action, quelle con batteria più piccola e autonomia ridotta che si trovano regolarmente in vendita anche per i privati ad un prezzo di partenza di 15.900 euro.

  • Batteria: 23,8 kWh
  • Ricarica: fino a 50 kW
  • Autonomia: 180 km
  • Potenza max: 95 CV
  • Velocità max: 135 km/h
  • 0-100: 9”5

Un progetto internazionale

FCA, anche per ragioni anche geografiche, ha scelto Torino per lanciare il progetto LeasysGO!, puntando a far diventare la città dove ha i propri headquarter la capitale italiana della eMobility. Dopo una prima fase di rodaggio, a partire dal 2021 sarà esteso anche in altre città, non solo italiane, come Roma, Lione e Barcellona.

Innovativa sarà la sottoscrizione al servizio, che sarà possibile gestire attraverso lo smartphone e semplicemente acquistando appositi ticket sulla piattaforma Amazon che daranno accesso ad un abbonamento mensile. Il costo? Ancora da definire, ma la formula prevede le prime due ore di uso gratuito e poi una tariffa pay-per-use.