Il gruppo tedesco sta lavorando già alla fase 2 del suo processo di elettrificazione, con un piano che vuole rivoluzionare il settore

Con il Power Day Volkswagen ha illustrato la sua strada verso il futuro. Un futuro elettrico, fatto di piattaforme, batterie e servizi di nuova generazione. Passati pochi giorni, Herbert Diess, sempre più volto, oltre che anima, del gruppo tedesco, è tornato all’attacco in prima persona svelando i primi bozzetti di quello che internamente chiamano progetto Trinity. Ma di cosa si tratta?

Dell’iniziativa abbiamo già parlato a inizio anno, quando la Casa, sempre per bocca del suo Ceo, aveva reso pubblici i propri piani per la prima volta. In estrema sintesi, il progetto Trinity è quello che porterà alla nascita delle elettriche di prossima generazione, esattamente come il progetto NEO ha portato alla nascita delle elettriche attuali (o imminenti) basate sulla piattaforma dedicata MEB. Insomma, con una articolata gamma di modelli nuovi o in rampa di lancio, il colosso tedesco non si adagia sugli allori ma imbastisce già il programma per creare le elettriche del futuro. 

Dalla piattaforma alle batterie

Le nuove auto elettriche targate Wolfsburg, così come quelle provenienti da Martorell (Seat) e Mlada Boleslav (Skoda) nasceranno sulla piattaforma SSC, acronimo che sta per Scalable Systems Platform. Si tratta di un’architettura che esordirà nel 2025 e che da lì a 10 anni (nel 2035 appunto) rappresenterà la base comune a tutti i modelli del gruppo esclusi Porsche, Bentley e alcuni Audi top di gamma, che seguiranno una strada diversa chiamata PPE.

Oltre alla nuova piattaforma, con il progetto Trinity Volkswagen porterà sul mercato anche un nuovo tipo di batteria. In molti ritengono che potrebbe essere una batteria allo stato solido realizzata insieme a QuantumScape. La società americana, di cui Volkswagen è finanziatrice (ha stanziato 250 milioni di euro dal 2012 ad oggi) ha infatti detto di essere pronta ad avviare la produzione pilota delle sue innovative celle con elettrolita ceramico entro l’anno e di poterle fornire a Volkswagen entro il 2024 o, al più tardi, entro il 2025.

 

È facile immaginare quindi che proprio con questo tipo di batterie nascerà la prossima generazione di elettriche Volkswagen che, a detta della Casa, imporrà nuovi standard in termini di prestazioni, autonomia e velocità di ricarica.

Il software al centro

La strategia di Volkswagen è chiara anche su un altro punto. La Casa vuole trasformarsi da costruttore di automobili a società di servizi. Famosa ormai la frase del suo numero uno: “Non vogliamo diventare come Nokia”, usata per spiegare come sia fondamentale cavalcare le nuove tendenze per non passare da leader di settore a brand di rincalzo.

Per “Non diventare come Nokia” Volkswagen ha inaugurato una divisione dedicata alla progettazione del software delle nuove auto. Si tratta di un sistema proprietario chiamato VW.OS (in cui OS sta per Sistema Operativo) e che sarà utilizzato sia per la gestione delle centraline dedicate al powertrain, sia per infotainment, assistenza alla guida e prodotti digitali in genere.

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Con la versione 2.0 di questo VW.OS la Casa sarà in grado di offrire sui suoi modelli una guida autonoma di Livello 4. Sempre che da qui a qualche anno la normativa Europea, che al momento consente di arrivare fino al Livello 2, non si aggiorni concedendo maggiore libertà alle “macchine”.

Parola d’ordine: semplificare

Per raggiungere obiettivi così ambiziosi, Volkswagen punterà sulla massima semplificazione dei processi e su componenti flessibili in grado di essere utilizzati sul più alto numero di modelli possibili. Lo ha detto Ralf Brandstatter, Ceo del brand, che ha spiegato come ogni componente fondamentale delle auto, dalla piattaforma alle batterie, dal software ai motori, sarà standardizzato e adattabile ad ogni tipo di vettura.

Cuore pulsante di questa rivoluzione sarà lo stabilimento di Wolfsburg, che sarà rinnovato completamente per accogliere linee altamente automatizzate e per sfruttare processi altamente standardizzati per la produzione delle future auto.

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Si parte nel 2026

Ma quando si vedranno i primi frutti di questo progetto Trinity? Sappiamo che nel 2025 arriveranno le piccole elettriche su base MEB A0. Si parla di ID.1 e ID.2 e delle relative sorelle a marchio Seat e Skoda. Saranno loro forse a completare il primo ciclo ID, prima dell'arrivo dalla prima auto “Trinity”, una sedan (insomma, una ID.3 2.0) attesa per il 2026.

Ma il progetto Trinity, a differenza di quel NEO i cui frutti stanno arrivando, avrà un respiro ancora più ampio. Riguarderà ancor più modelli e sarà traslato anche sui commerciali e i mezzi pesanti, come dimostrano i bozzetti rilasciati il 24 marzo da Diess, che nel mostrare le prime immagini ha detto che con le elettriche del futuro il gruppo sarà in grado di competere con Xpeng, NIO, Lucid Motors e compagnia. E Tesla? Che sia stata solo una dimenticanza?

Fotogallery: Herbert Diess mostra i primi bozzetti del progetto Trinity