Samsung SDI potrebbe diventare partner del Gruppo Volkswagen. Per cosa? Per il progetto delle nuove celle prismatiche universali per le batterie delle auto elettriche annunciato all'inizio di quest'anno. Secondo voci non ufficiali in arrivo dalla Corea, il produttore tedesco starebbe infatti valutando la divisione per le batterie del gigante tech come fornitore delle celle e, forse, anche come alleato per il loro sviluppo.

Il Gruppo Volkswagen intende costruire nella sola Europa e insieme alle aziende collaboratrici un totale di 6 impianti per produrre celle per batterie agli ioni di litio, con un l'obiettivo di 240 GWh annui, ossia in media 40 GWh per impianto.

Dove e quando

Il progetto ha per ora definito siti e aziende partner per 2 delle 6 gigafactory previste: la prima è quella di Skelleftea, in Svezia, in pratica l'evoluzione della fabbrica di Northvolt, dove la nuova attività prenderà il via nel 2023. La seconda sarà a Salzgitter, in Germania, dove sorgeva precedentemente un impianto di Northvolt mentre quello nuovo sarà avviato insieme a Gotion High-Tech dal 2025.

Un terzo sito dovrebbe sorgere in Spagna per rifornire Martorell e le altre fabbriche Seat/Cupra.  La maggior parte, se non la totalità, di questi investimenti in batterie dovrebbero essere joint venture tra Volkswagen Group e i produttori di batterie. Non è però specificato se il coinvolgimento di Samsung riguarderà l'Europa o altre aree come gli Stati Uniti.

Già oggi come ricostruisce il sito The Elec il Gruppo Volkswagen è il principale cliente di Samsung SDI per le batterie, davanti a BMW Group e Stellantis. La stessa BMW recentemente ha espresso l'intenzione di coinvolgere Samsung nella fase di sviluppo congiunto proprio di celle di tipo cilindrico. Se compatibili, queste due importanti partnership permetterebbero a  Samsung SDI di ricevere un grande impulso e avvicinare il suo volume d'affari a quello di colossi come CATL, LG Chem, LG Energy Solution o Panasonic.

Stesse celle, diverse batterie

Il progetto del Gruppo Volkswagen prevede di costruire la maggior parte delle prossime auto sulla Scalable Systems Platform (SSP), una base altamente flessibile, e alimentarle appunto con batterie di varie taglie potenze a loro volta composte di celle prismatiche unificate, che consentono un'architettura altrettanto scalabile.