Il futuro della mobilità elettrica passa per la Formula E. Una competizione in continua e rapida evoluzione, che ha già raggiunto livelli di sostenibilità mai visti in serie analoghe. Ma anche un vero e proprio laboratorio per le Case auto, da seguire con attenzione per capire come evolveranno le auto a zero emissioni nei prossimi anni.

In occasione del weekend di E-Prix di Roma, ho avuto modo di partecipare a una tavola rotonda ristretta con Julia Pellé, direttrice Sostenibilità di Formula E, e Sylvain Filippi, Managing Director dell'Envision Virgin Racing Team, per approfondire gli sforzi profusi in ottica ambientale, oltre a spunti tecnici particolarmente interessanti. Ma andiamo con ordine.

10 anni di storia

Facciamo un piccolo passo indietro, dove tutto è iniziato. L'idea della Formula E nasce circa 10 anni fa, da un'intuizione di Jean Todt, che non ha bisogno di presentazioni, e dell'attuale CEO Alejandro Agag, con l'obiettivo di creare una nuova competizione motoristica a zero emissioni, in grado di parlare anche alle nuove generazioni, più sensibili ai temi della sostenibilità.

NIssan Formula E

Da queste considerazioni, debutta nel 2014 la prima edizione del campionato, con auto elettriche dotate di tecnologie già avanzate per l'epoca ma ancora con alcuni problemi di gioventù, tra tutti quello di dover cambiare auto e metà gara per poter ripartire con il 100% di carica.

In 8 anni e 8 stagioni, di strada - anzi, di pista - ne è stata fatta moltissima e le cose si sono nettamente evolute, di pari passo con gli enormi progressi tecnologici nel campo dell'eMobility. E così, oggi, il "Circus Blu" è più attrezzato e sostenibile che mai.

Piattaforma di sperimentazione 

Durante il nostro incontro, uno dei punti salienti su cui si è soffermata Julia Pellé è stato proprio quello di analizzare nel profondo che cos'è la Formula E. Secondo lei è nettamente errato pensarla come una semplice competizione motoristica. La Formula E infatti, secondo la sua direttrice Sostenibilità, è una vera e propria piattaforma di sperimentazione.

Qui le Case hanno la possibilità di testare e mettere a punto in anticipo quelle che saranno le tecnologie che guideremo domani, per garantire con il passare del tempo una sempre maggiore affidabilità ed efficienza agli automobilisti.

Automobili di sicurezza Porsche Taycan Turbo S 2022 Formula E
Porsche Taycan Turbo S Formula E Safety Car Posteriore

Ma la sperimentazione nella Formula E, secondo Pellé, non è da ricercare soltanto nelle monoposto, ma in tutto l'ecosistema messo a punto. La direttrice ha portato come esempio la collaborazione quotidiana con il partner logistico DHL, per le movimentazioni, alla fine di ogni gara, di tutti i team. Insieme all'azienda di spedizioni tedesca, Formula E sta cercando oggi di trovare sempre più modi per minimizzare l'impatto ambientale della competizione.

Per esempio, nel caso di spostamenti all'interno di un singolo continente, solitamente viene sempre scelto il trasporto su rotaia al posto degli aerei. Si impiega più tempo, certo, ma si ottiene un tangibile risparmio di emissioni.

Fiat Professional E-Ducato DHL

Powertrain di terza generazione

A proposito di tecnica e sperimentazione abbiamo poi potuto parlare con Sylvain Filippi, come detto Managing Director dell'Envision Virgin Racing Team, con il quale abbiamo affrontato anche il tema della terza generazione di monoposto, al debutto l'anno prossimo. Sbilanciandosi un po' di più di quanto fatto da Alejandro Agag nel corso della cerimonia di apertura, Filippi ha spiegato che in questa fase il progresso tecnologico delle auto elettriche corre molto più velocemente rispetto alle auto termiche.

Secondo l'ingegnere, in questi circa 10 anni di competizione, partendo da motori di vecchia concezione collegati a batterie grosse e pesanti, si è andati verso una sempre maggiore efficienza di powertrain e componentistica, tanto che oggi, alle stesse Case partecipanti, viene richiesto un livello di efficienza pari a quello delle auto in produzione. Un dato molto importante questo, che ci permette di capire la reale importanza della competizione.

Nissan na Fórmula E
NIssan Formula E

Sempre secondo Filippi, con la Formula E le Case auto hanno oggi l'opportunità, come mai prima d'ora, di testare non solo la parte hardware delle auto, quindi i motori e le batterie, ma anche di mettere a punto la decisiva componente software. Recupero di energia incluso.

Un punto quest'ultimo a cui sarà dedicata particolare attenzione nelle auto di terza generazione, che dovrebbero essere dotate di un innovativo sistema frenante posteriore che non prevedrà i classici freni a disco, bensì un motore elettrico in grado di recuperare oltre il 40% dell'energia dissipata. Le auto dovrebbero così essere più efficienti che mai, anche grazie al contributo di batterie e motori più compatti e leggeri.

La Formula E a Roma

Nel corso della tavola rotonda ho poi avuto modo di chiedere all'organizzazione cosa ne pensa di Roma come città sostenibile, rispetto alle altre tappe del campionato. Julia Pellé ha osservato che Roma non si trova poi così indietro in fatto di tecnologia e possibilità di sviluppo, ma è profondamente diversa da altre capitali europee e mondiali.

Secondo la manager, quello che manca alla Città Eterna è l'intermodalità, ossia quella capacità dei trasporti di permettere lo spostamento di un cittadino da un punto A a un punto B utilizzando diversi tipi di trasporto, dall'auto privata al mezzo pubblico sostenibile, al mezzo in sharing per coprire l'ultimo miglio.

Formula E Roma 2019
Formula E Roma 2019

Da questo punto di vista infatti, secondo Julia Pellé, Roma è ancora un po' indietro, ma ha tutto il tempo di evolversi in meglio, come ha fatto per esempio Parigi negli ultimi anni. E nella capitale italiana c'è poi il tema dell'imponente numero di auto private presenti.

Sicuramente da questo punto di vista l'esperienza elettrica potrà giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni, con sempre più punti di ricarica e magari auto "sempre meno private".

La sostenibilità e i giovani

Nella tavola rotonda si è poi tornati anche sul tema della sostenibilità, un aspetto che oggi ormai riguarda tutti e che forse è ancora poco sentito dai giovani. Uno degli obiettivi della Formula E, sempre secondo la Pellé, è proprio quello di contribuire a sensibilizzare le nuove generazioni ad affrontare la vita in modo più sostenibile rispetto al passato. Proprio per questo motivo, nell'edizione 2022 si è voluto portare nel paddock, in collaborazione con il Comune di Roma, circa 620 giovani provenienti dai licei capitolini, ma non è tutto.

Contemporaneamente, la Formula E si è tradizionalmente schierata anche al fianco delle Nazioni Unite per seguire da vicino il progetto di miglioramento della qualità dell'aria nelle grandi città.

Formula E Roma 2019

Toccato infine il tema del riciclo delle monoposto. Julia Pellé in tal senso ha dichiarato che proprio al pari di tutte le altre auto elettriche del pianeta, ci sono aziende in tutto il mondo incaricate dall'e-Circus di gestire nel pieno rispetto dell'ambiente il fine vita delle vetture, soprattutto per quanto riguarda il comparto batterie. 

Insomma, una competizione sostenibile soggetta a un'evoluzione tecnologica costante. Tante delle tecnologie che un giorno guideremo le vedremo nei prossimi anni sotto a queste spettacolari auto da corsa.