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La cinese CALB aprirà una fabbrica di batterie in Europa

Sorgerà in Portogallo, nel porto di Sines, uno dei più grandi del continente. Progetto da 2 miliardi di euro

cala Portogallo
Foto di: InsideEVs

L'Europa delle fabbriche di batterie continua a crescere, seppur a rilento. L'ultima notizia arriva dal colosso cinese CALB, competitor diretto di CATL, che ha scelto il Portogallo per costruire un grande impianto dal valore di 2 miliardi di euro.

Ma quali sono le ragioni di questa scelta e come si inserisce nel panorama della produzione di batterie in Europa?

CALB e tutti i perché del Portogallo

Il nuovo stabilimento europeo di CALB sorgerà in Portogallo, precisamente a Sines, una città costiera con posizione strategica per il commercio globale. La presenza di un porto ben collegato e di una delle piattaforme ferroviarie più grandi del Paese ha giocato un ruolo fondamentale nella decisione, così come il supporto del Governo portoghese, dato che il progetto prevede la nascita di circa 1.800 posti di lavoro.

Inizialmente l'azienda aveva valutato anche la Spagna, in particolare la città di Algeciras, ma, in base a quanto si può leggere dal rapporto redatto per l'occasione, la carenza di infrastrutture adeguate e il fatto che il Portogallo sia già politicamente "amico" con la Cina e in possesso delle più grandi riserve di litio in Europa hanno fatto pendere l'ago della bilancia verso ovest.

Le celle di CALB
Foto di: InsideEVs

L’Europa delle gigafactory continua a crescere

La futura fabbrica di CALB, una volta inaugurata e aperta, si inserirà in un contesto europeo già ricco di investimenti in queste tecnologie. Secondo l’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA, dati aggiornati all'agosto 2023), nel Vecchio Continente sono operative 42 gigafactory, con la Germania in testa grazie ai suoi 12 impianti, seguita da Francia e Spagna.

Di questi impianti, l’Italia (dopo il naufragato progetto Italvolt, che puntava a trasformare l’ex sito Olivetti di Scarmagno, vicino Torino, in una delle principali gigafactory europee) conta due strutture attive: una a Torino, gestita da FPT Powertrain Technologies del gruppo Iveco, e un’altra a Teverola, in provincia di Caserta, operata da FAAM.

Render dell'ex progetto della gigafactory piemontese di Italvolt
Foto di: InsideEVs

Ma non solo, perché sempre nella Penisola resta ancora da capire il futuro della fabbrica di Termoli gestita da Automotive Cells Company (ACC), la joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies per la produzione di batterie.

Riguardo questo impianto - nonostante Stellantis abbia già rassicurato i lavoratori nei primi giorni di febbraio riguardo il proseguimento della produzione di cambi automatici in loco al posto delle batterie - si attendevano notizie dal presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, che avrebbe dovuto incontrare il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: meeting rimandato a causa di alcune vicende giudiziarie dello stesso Roberti.

La fabbrica di Stellantis a Termoli
Foto di: Stellantis

Andando oltre confine, dopo gli impianti appena menzionati, in Europa c'è già anche CATL, che attualmente possiede diversi stabilimenti operativi in Germania - incluso il nuovo stabilimento di Erfurt da 8 GWh attualmente in costruzione - e sta portando avanti progetti di apertura in Ungheria e Spagna, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda di accumulatori per auto elettriche nei prossimi anni.

Sull'altro piatto della bilancia, infine, ci sono anche società che non stanno riuscendo nei loro piani. Tra questi, per esempio, la cinese Svolt, che aveva previsto la costruzione di fabbriche in Germania e che ha recentemente abbandonato i propri progetti a causa di "una domanda di mercato inferiore alle aspettative".