La Xpeng P7+ dimostra che le big-tech costruiscono belle auto elettriche
Xpeng, Xiaomi e altri fanno software-defined-vehicles all'avanguardia, ma i costruttori tradizionali possono ancora dire la loro
“Le auto elettriche sono tutte uguali”. Non è vero, a essere sinceri, ma sicuramente viviamo una fase in cui le differenze tra i modelli tendono a essere meno evidenti di quanto non succeda sulle vetture con motore endotermico.
Il fatto è che la differenza si fa - e si farà - puntando su altre cose. La nuova frontiera dell’auto elettrica è il software. E la Xpeng P7 Plus appena presentata anche per il mercato italiano lo dimostra bene: è una delle prime vetture nate davvero come “software defined vehicle”, cioè un’auto in cui si è partiti dal software e intorno a quello si è costruito tutto il resto.
L’auto diventa codice
Nel concreto, questo significa che l’hardware passa in secondo piano rispetto all’architettura digitale. La P7 Plus utilizza una piattaforma elettronica innovativa, comandata da un computer centrale che ha bisogno di meno centraline e offre una potenza di calcolo più elevata, capace di gestire in modo integrato sistemi che prima erano separati. Il risultato si vede in tre ambiti chiave.
Xiaomi SU7
- Ricarica: un software più evoluto permette di ottimizzare le curve di potenza, migliorare la gestione termica della batteria e ridurre i tempi di sosta senza intervenire sull’hardware.
- Efficienza complessiva: l’auto può adattare in tempo reale consumi, recupero di energia e funzionamento dei sistemi ausiliari, limando quei piccoli sprechi che, su un’elettrica, fanno la differenza.
- ADAS: la migliore capacità di calcolo e l'integrazione dei vari sistemi di bordo consente un controllo più preciso sull'assistenza alla guida. E poi c'è la capacità di aggiornare continuamente algoritmi e funzioni migliorando nel tempo le prestazioni in modo più rilevante che su altri modelli meno evoluti.
È un cambio di paradigma che molti inseguono. Tesla è stata la prima a costruire il proprio vantaggio competitivo su questo approccio più software-oriented e diversi costruttori tradizionali stanno ripensando completamente le loro architetture elettroniche per arrivare allo stesso risultato. Ma è proprio qui che emerge la domanda chiave: chi è davvero avvantaggiato in questa transizione?
La prima auto elettrica di Shangjie, marchio Huawei-SAIC
Tech vs automotive
A prima vista, verrebbe da dire che le aziende tecnologiche sono in vantaggio. Realtà come Xiaomi e Huawei nascono già con una cultura software, sanno gestire piattaforme digitali complesse e hanno esperienza nella creazione di ecosistemi integrati. Per loro, progettare un’auto come un dispositivo connesso è quasi naturale. Non a caso, i nuovi modelli elettrici cinesi puntano molto su aggiornamenti OTA, interfacce evolute e integrazione con servizi digitali.
Dall’altra parte, però, costruire un’auto resta un esercizio industriale estremamente complesso. Catena di fornitura, sicurezza, omologazioni, produzione su larga scala: sono ambiti in cui i costruttori tradizionali hanno decenni di esperienza e un vantaggio difficilmente colmabile in tempi brevi.
Il render della Apple Car
È qui che molte big-tech hanno incontrato i loro limiti. Apple ha cancellato il proprio progetto di auto elettrica dopo anni di sviluppo, Dyson ha fatto un passo indietro ancora prima di arrivare alla produzione, mentre la joint venture Sony-Honda Mobility procede con cautela, segno che la strada è tutt’altro che semplice.
Nuovi equilibri all'orizzonte
La verità è che il software defined vehicle è un terreno di convergenza. Le aziende tech devono imparare a costruire auto, i costruttori devono diventare aziende software. E nessuno, oggi, ha davvero tutte le competenze necessarie.
Per questo, anche se esempi come Xpeng con questa nuova P7+ (qui la prova di Motor1) la direzione, è difficile dire chi vincerà. È probabile che vedremo nuove alleanze, nuovi ingressi e forse anche qualche uscita dal mercato. Ma una cosa è certa: gli equilibri dell’industria automobilistica sono destinati a cambiare. E questa volta, a guidare la trasformazione, non sarà un motore, ma una riga di codice.
Fotogallery: Xpeng P7+, le foto della prova su strada 2026
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