Svelati i primi dettagli del progetto "Palladium": già modificate alcune linee degli stabilimenti. Ecco tutto quello che sappiamo

Con Tesla funziona così, ogni tanto esce un nome evocativo con cui si scopre che la Casa sta lavorando a qualcosa di grosso, molto grosso, e segreto. È successo, ad esempio, con il progetto Roadrunner, quello delle batterie da un milione di miglia che dovrebbero essere presentate durante il tanto atteso Battery Day (che, tra l‘altro, è stato spostato ancora dal 15 al 22 settembre).

Ora è la volta del progetto Palladium, portato avanti - nonostante gli ultimi problemi sanitari - nella fabbrica di Fremont e ne quello in Nevada, di cui sono state aperte per la prima volta le poste nei giorni scorsi. Ma di cosa si tratta?

Performance, ma non solo...

Non c’è ancora nessuna conferma ufficiale da parte della Casa, ma il sito Electrek cita fonti attendibili che hanno già fornito in passato interessanti anticipazioni.

Il progetto Palladium si concentra sullo sviluppo di nuovi moduli per le batterie e di nuovi motori elettrici che dovrebbero essere montati sulle imminenti versioni Plaid della Model S e della Model X. Già, quella che lo stesso Elon Musk aveva ammesso essere diventata "fin troppo complicate".

Il progetto è talmente segreto che alcune divisioni aziendali sarebbero state tenute all’oscuro non solo dei dettagli tecnici, ma addirittura della stessa esistenza di questo studio. E a ben vedere, già questo aspetto fa pensare che dietro al nome Palladium ci sia qualcosa di succoso.

Fotogallery: New Tesla Model S Plaid Images

Tre motori e più potenza

Le versioni Plaid della Model S e della Model X saranno equipaggiate con tre motori elettrici (una soluzione quasi "normale", se ci permettete l’inciso, rispetto ai sette motori della Ford Mustang Mach-E 1400) e un’elettronica messa a punto specificatamente per il modello, per avere, almeno in certe modalità, il massimo delle prestazioni da batterie e powertrain.

Le versioni Plaid viste girare fino ad oggi (anche al Nurburgring, dove si sono recate per sfidare la Porsche Taycan sul record sul giro) hanno anche vistose modifiche ad assetto e carrozzeria. Più basse e con carreggiate più larghe, sono dotate di un fondo estrattore e di un enorme alettone fisso posteriore che garantiscono più carico aerodinamico alle alte velocità.

Tesla Model S Plaid Spied

Ma c'è molto di più

Non è ancora chiaro se queste modifiche estetiche (o almeno alcune di esse) saranno presenti anche sui modelli di serie, però si sa che le linee produttive di Fremont sono state modificate per essere pronte ad avviare la produzione. E lo stesso vale per la fabbrica del Nevada.

Le auto dovrebbero vedere la luce a settembre, e qui si torna al Battery Day. Nel senso che le versioni Plaid potrebbero essere le prime Tesla a ricevere le nuove batterie da un milione di miglia. Quelle che Tesla ha intenzione di costruire internamente, senza l'ausilio del prezioso alleato cinese di Elon Musk: il Mr. CATL che già una volta ha tolto le castagne dal fuoco a Apple.

E poi: è vero che Tesla non ha mai fatto un profondo restyling delle proprie auto, ma la Model S ha 8 anni sulle spalle (leggi qui la sua storia). Che sia ora di una rinfrescata, almeno per gli interni? E se invece, con l’ennesima mossa a sorpresa, Elon Musk intendesse mostrare proprio la sua sostituta e non "solo" una versione più potente e aggiornata?