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Tesla "ruba" un boss a Mercedes per alzare la qualità in Europa
A capo della nuova Gigafactory tedesca di Elon Musk starebbe arrivando un direttore di stabilimento in uscita dalla Casa della Stella

Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
12 nov 2020 alle 17:06
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In passato Tesla ha accusato alcuni concorrenti di aver “rubato” dipendenti chiave della Casa di Palo Alto, assumendoli per carpire i segreti di Elon Musk e soci. Oggi la storia si ripete. A quanto pare a parti invertite.
Nulla di illegale ovviamente, non siamo di fronte a casi di spionaggio industriale o simili, si tratta "solo" di competizione. E quindi? E quindi a dirigere lo stabilimento Tesla di Berlino, che dovrebbe entrare in funzione nel 2021 e che produrrà le Model 3 e Model Y destinate all’Europa, arriverà un ex Mercedes di spicco. L'obiettivo? Evidentemente, aumentare la qualità, considerata da alcuni un punto debole dalla Casa californiana.
Avvicendamento al vertice
Non un uomo della Stella a caso, tra l’altro, ma tal Rene Reif, fino a ieri a capo dello stabilimento “powertrain” Mercedes di Berlino e nel recente passato con un ruolo chiave nella gestione della fabbrica che la Casa di Stoccarda (o meglio, la sua joint venture Beijing Benz Automotive, realizzata in collaborazione con BAIC) ha avviato in Cina. Stabilimento con una capacità di ben 480.000 auto e sito produttivo allestito con le moderne linee dalle quali esce la EQC.

Reif arriverebbe a dirigere la Gigafactory tedesca dopo che, lo scorso mese, Elon Musk ha silurato Evan Horesky, uomo chiave dell’espansione internazionale del brand californiano e soprannominato “Mr. Gigasfactory” proprio per aver avviato la fabbrica di Shangai ed essere poi passato al comando dei lavori di quella che sta sorgendo in Germania.
Nessuna conferma ufficiale
Le due Case non confermano l’avvicendamento. Anzi, Tesla mantiene il più totale riserbo sull’accaduto, mentre da Stoccarda una nota sintetica informa che Reif, che ha 57 anni, avrebbe chiesto il pensionamento anticipato.
La questione, che ha un po’ il sapore del segreto di Pulcinella, visto che difficilmente la verità non verrà a galla considerata la posizione di assoluto vertice in ballo, si chiarirà presto.

Gli effetti della transizione
Di certo, in attesa di conferme, due considerazioni sono evidenti. La prima riguarda Tesla, che ha accusato in passato qualche problema sulle proprie vetture, con delle Model Y con qualche difetto di troppo e delle Model 3 che hanno "perso dei pezzi" per strada, e che punta sulla qualità assumendo un uomo di esperienza che ha lavorato in una Casa premium come Mercedes, probabilmente con l’intenzione di alzare ulteriormente l’asticella in termini di accuratezza dei processi produttivi.
La seconda riguarda Mercedes, che secondo quanto affermato dai sindacati, è sì concentrata nella corsa all’elettrificazione, ma sull’altare della transizione energetica sacrifica altri comparti, rivede l’allocazione delle risorse e trascura lo sviluppo di settori ancora strategici come quello dei motori termici, con generale scontento dei lavoratori coinvolti. Da Reif in giù.
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