La ricarica a induzione è una tecnologia di cui ancora non si parla molto. Però, gli studi sul tema sono molti e da poco è stato definito anche uno standard per regolamentarla. A ben guardare, inoltre, sono diverse le aziende che stanno investendo risorse e denaro per arrivare prima degli altri.

La prova concreta di questa "corsa" è data dalla complessa causa che vede coinvolte quattro realtà come WiTricity, Massachussetts Institute of Technology (di cui WiTricity è uno spinout), Auckland UniServices e Momentum Dynamics. Con le prime tre che hanno querelato la quarta per violazione di brevetti. 

Stop alle vendite

Al centro della causa, che si sta svolgendo nei tribunali federali degli Stati Uniti, ci sono 7 brevetti: cinque di proprietà di WiTricity e due di proprietà rispettivamente del MIT e della Auckland UniServices, di cui la stessa WiTricity è licenziataria esclusiva.

Ricarica a induzione

La causa è stata intentata questo dicembre, ma i querelanti affermano di essere a conoscenza delle violazioni dal 2015. Vogliono dimostrare le accuse chiedendo un risarcimento del danno e lo stop alle vendite dei prodotti della Momentum Dynamics, che negli USA ha avviato numerosi progetti di trasporto pubblico a zero emissioni.

La pietra dello scandalo

Al centro della disputa legale ci sarebbe una tecnologia di risonanza elettromagnetica che consente il trasferimento in modalità wireless di energia elettrica. Sarebbe stata sviluppata dalla WiTricity grazie alle tecnologie di cui dispone attraverso le tante collaborazioni messe in opera con istituti di ricerca come MIT e Auckland UniServices, che hanno dato accesso a oltre 1.000 brevetti.

La società americana, che ha avviato già numerose collaborazioni in campo automobilistico – con Hyundai e General Motors nel 2016 e con Nissan nel 2017 – e industriale, non ha ancora avuto modo di avviare la realizzazione su larga scala dei propri prodotti. A differenza di Momentum Dynamics, che con la cinese BYD ha trasformato molti autobus elettrici in servizio negli States, oltretutto con l’aiuto delle autorità locali. Che sia proprio questo che ha fatto scattare definitivamente le accuse?

Ricarica a induzione

Tutti in tribunale

Tornando alla considerazione iniziale, la ricarica a induzione, come le tecnologie sulle batterie o su altre soluzioni tecniche legate alla mobilità sostenibile rappresentano opportunità di business gigantesche. Piccole e grandi aziende, mettendo a punto prodotti inediti che possano soddisfare le nuove esigenze delle auto elettriche possono crescere enormemente, con conseguenti giganteschi guadagni. È per questo che i rapporti tra le varie realtà spesso sono tutt’altro che distesi.

Lo dimostrano le minacce di Elon Musk verso la cinese Xpeng, la causa tra Tesla e Rivian, quella tra Panasonic e SK Innovation in tema di batterie o quella tra Karma e Lordstown. Insomma, gli avvocati sembrano costretti agli straordinari.