Il colosso tech giapponese sfrutta la sua esperienza per creare un software auto che potenzi al massimo l’interfaccia uomo-macchina

Un enorme schermo panoramico che copre l’intero cruscotto, tecnologie di riconoscimento facciale, vocale e dei gesti. Non 33 sensori per la guida autonoma, ma addirittura 40. A un anno dal lancio della VISION-S – al CES del 2020 – arrivano nuove informazioni sul design e l’ingegneria dell’auto elettrica del colosso tech giapponese.

In un video girato tra le strade innevate dell’Austria, Sony ha deciso di svelare maggiori dettagli sull’auto elettrica che, secondo Horst Schaffer di Continental, dà la sensazione “che tutte le parti coinvolte vogliano portare questo veicolo il prima possibile in strada”.

Un outsider

Tutti questi test, del resto, non fanno pensare che l'azienda veda in questo prodotto solo un laboratorio per esprimere il potenziale delle proprie tecnologie, come era parso agli inizi, quando VISION-S era stata indicata come la realizzazione di un esercizio tecnico e di stile. 

Rispetto all'industria automobilistica nipponica, che porta avanti l'elettrico in parallelo all'ibrido e all'idrogeno, Sony guarda solo all'elettrico a batteria, tecnologia evidentemente molto più nelle sue corde.

Fotogallery: Sony Vision-S concept

L'assalto dei big tech

Secondo diversi osservatori, il progetto di Sony potrebbe essere vincente, ma se vuole diventare concreto dovrà essere veloce nell'eventuale time to market. Nella corsa all’auto elettrica del futuro, che ormai si estende sempre più su scala globale, ogni gigante tecnologico che entra in gioco cambia le carte in tavola.

Dopo Tesla, infatti, sono sempre di più i big tech che hanno deciso di spingersi in questo settore, da Amazon a Baidu, da Xiaomi all'attesissima Apple. La concorrenza in questo senso non manca. Anche con buona pace dei costruttori tradizionali.