Firmato l'accordo per la fornitura di celle aggiornate sui due modelli: saranno prodotte in Giappone e avranno prestazioni migliori

La mossa di Panasonic potrebbe aver funzionato. Dopo aver accelerato per avviare una linea di produzione prototipale delle nuove celle 4680 di Tesla prima della stessa Casa, deve aver convinto Elon Musk e soci che è meglio restare amici piuttosto che farsi la guerra (come, velatamente, è accaduto in passato).

Così, ora, da Palo Alto annunciano una rinsaldata partnership con l’azienda nipponica, con la quale è stato firmato un accordo per la fornitura di celle agli ioni di litio prodotte in Giappone. Non si tratta delle 4680, su cui ancora sono al lavoro, ma di celle di tipo “tradizionale” che però dovrebbero beneficiare delle migliorie annunciate dalla stessa Panasonic sul finire del 2020.

Batterie per Model S e Model X

Il nuovo contratto, per la precisione, è stato firmato da Tesla, Tesla Motors Netherlands, Panasonic Corporation of North America e Sanyo Electric e sarà valido fino al 31 marzo del 2022.

Batterie Panasonic

L'intesa si concentrerà sulla fornitura di celle che serviranno alla realizzazione delle batterie delle Model S e Model X, le cui linee, a Fremont, si accingono ad essere fermate per 18 giorni a causa di una serie di lavori di aggiornamento. Con la ripresa della produzione le due vetture di punta del brand potrebbero ricevere quindi anche batterie più performanti.

Una strategia globale

La mossa, a ben vedere, si inserisce in una strategia più ampia di Tesla sul tema delle batterie. Sappiamo infatti che la Casa punta a produrre nuove celle in proprio, per mantenere quel vantaggio competitivo che è stato riconosciuto anche da recenti studi di comparazione con altri brand.

Ma con l’aumentare dei volumi, Tesla si è vista costretta a rivolgersi maggiormente anche a fornitori esterni come Panasonic, con cui collabora da lunga data e con cui “gestisce” la Gigafactory Nevada, ma anche con LG Chem e con CATL. Proprio l’arrivo di nuovi competitor ha spinto Panasonic a sostenere ingenti investimenti per mantenere una posizione privilegiata con la più grande Casa automobilistica per capitalizzazione. E il recente accordo dimostra che la scelta si sia mostrata corretta.