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Così i produttori cinesi di litio vogliono controllare il mercato

Le principali società del settore si sarebbero incontrate per fissare un prezzo minimo ai minerali per batterie. Ma nessuno conferma

Un impianto di produzione di carbonato di litio della Tianqi Lithium

Dopo i rialzi dei mesi scorsi, il litio sta vivendo un consistente calo dei prezzi. Per questo, i principali produttori cinesi avrebbero deciso di fissare un prezzo minimo nel tentativo di contrastare questo trend discendente.

Stando a quanto riferito alla Reuters da fonti vicine alla questione, il limite sotto il quale non si dovrebbe scendere è stato posto a 250.000 yuan per una tonnellata di carbonato di litio. Un prezzo che equivale a circa 30.000 euro.

C'erano anche i big

A partecipare a questo accordo sono state dieci società che si sono incontrate a margine di una conferenza in corso a Nanchang, nel sud della Cina. Tra queste, anche i colossi Tianqi Lithium e Ganfeng Lithium, che controllano rispettivamente il 46% e il 24% circa della produzione mondiale.

Un rappresentante della Ganfeng Lithium ha negato ogni tipo di incontro e ha affermato, in una mail: “Ganfeng insiste sempre sul fatto che i prezzi dei prodotti dovrebbero essere determinati dal mercato e non prenderà nessuna iniziativa per influenzare l’andamento della domanda e dell’offerta”. Interpellata sulla questione, la Tianqi Lithium si è rifiutata di rilasciare dichiarazioni.

 

Prezzi giù del 60%

Intanto, rispetto al picco fatto registrare a novembre, i prezzi del litio sono scesi di oltre il 60%, spinti soprattutto dalla frenata del mercato delle auto elettriche cinesi di gennaio e dalla guerra dei prezzi innescata dalle varie Case per tenere alta la domanda.

Intanto, i prezzi spot sono scesi a 220.000 yuan (la settimana scorsa erano a 260.000), sotto la soglia, quindi, di cui si sarebbe discusso. E secondo operatori di settore, in questi giorni sono state presentate offerte anche di 150.000 yuan per tonnellata.