Batterie allo stato solido e semisolido: quali sono le differenze
Tutto dipende dall'elettrolita: ecco come sono fatti gli accumulatori per auto elettriche e perché uno arriva prima dell'altro
Le batterie allo stato solido vengono spesso descritte come la rivoluzione definitiva dell’auto elettrica. Densità energetica più alta (e quindi maggiore autonomia), ricarica super veloce, sicurezza a un nuovo livello e chi più ne ha più ne metta: i vantaggi saranno enormi.
Ma le batterie allo stato solido non sono ancora pronte. Nel frattempo, però, stanno arrivando sul mercato soluzioni intermedie già concrete. In particolare, le batterie allo stato semisolido. Le due tecnologie vengono spesso confuse, ma rappresentano in realtà due fasi diverse della stessa evoluzione.
La differenza chiave sta nell’elettrolita, cioè il materiale che consente agli ioni di muoversi tra anodo e catodo. Nelle batterie allo stato solido è completamente solido, mentre in quelle semisolide è una sorta di compromesso. È solido per una parte (la percentuale è variabile), ma presenta ancora una componente liquida o in forma di gel. Un dettaglio tecnico che ha conseguenze molto concrete su prestazioni, sicurezza e costi.
I problemi legati allo stato solido
Parlando di batterie allo stato solido, la tecnologia è ormai matura. Gli ostacoli da superare riguardano più che altro i metodi produttivi, ancora macchinosi e costosi. Questo ne limita la diffusione su larga scala.
La batteria allo stato solido di Donut Lab
Le batterie semisolide, invece, aggirano il problema. L’elettrolita ibrido migliora sicurezza e densità energetica rispetto alle classiche celle agli ioni di litio grazie alla sua parte solida. Ma potendo contare su una percentuale di liquido, non richiede che vengano rivoluzionati i processi industriali. Perché la superficie di contatto tra elettrolita e anodo è garantita proprio dal liquido libero di muoversi tra i due componenti che, se non aderiscono perfettamente (e qui è il nodo da sciogliere per lo stato solido puro), degradano in fretta e perdono velocemente le prestazioni.
Auto provenienti dal futuro
Non a caso, sono state proprio le batterie semisolide ad arrivare per prime su strada. In Cina questa tecnologia è già disponibile. Un esempio è la NIO ET7, che può montare una batteria da 150 kWh con tecnologia semisolida capace di superare i 1.000 km di autonomia nel ciclo cinese. Anche modelli come la IM Motors L6 stanno seguendo questa strada, mentre altri costruttori, come MG, lavorano per portare soluzioni simili in Europa.
MG4 2025, la versione per la Cina
Parlando di batteria allo stato solido, invece, per quanto il settore sia in fermento, siamo ancora alla fase della sperimentazione (avanzata se non avanzatissima). Per vedere la prima auto con questi accumulatori in commercio si deve attendere fine anno. Di nuovo, sarà la Cina - e più precisamente Chery - a battere tutti sul tempo.
Fotogallery: La batteria allo stato semisolido di MG
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