Ricordate la Pescaccia? VW vuole darle un’erede elettrica, dura e pura
La Casa ha già registrato il nome e-Thing, reinterpretazione del nomignolo usato Oltreoceano per il derivato Maggiolino più "rustico"
La Volkswagen ID. Buggy non si farà. Lo ha affermato la stessa casa tedesca a fine luglio. Però, per gli amanti dell’elettrico dedicato all’offroad c’è ancora una speranza. Si chiama e-Thing e, per il momento, resta un mistero, anche se molti appassionati delle vecchie VW aircooled questo nome vuol dire qualcosa.
Quello che sappiamo di certo, al momento, è solo che Volkswagen ha registrato il nome “e-Thing”. E l'idea è che possa essere dedicato a un fuoristrada elettrico che andrebbe ad esplorare soluzioni più "estreme" rispetto ai canoni della famiglia ID, che dopo la ID.3 (finita nel mirino di Tesla) vedrà arrivare a stretto giro il SUV ID.4.
Resta la piattaforma MEB
Per questa nuova auto la Casa tedesca sfrutterebbe ancora la piattaforma MEB su cui nascono ID.3 e ID.4 e che sarà utilizzata per tutti i prossimi veicoli a zero emissioni del brand.
Fotogallery: Volkswagen I.D. Buggy
Ricollegandosi a quanto detto sopra, guardando al passato il nome e-Thing fa tornare alla memoria la Volkswagen Tipo 181, vettura a dir poco spartana che fu costruita dal 1969 al 1983 su base Maggiolino.
L’auto, venduta in tutto il mondo, era conosciuta con vari nomi: Pescaccia in Italia, Kurierwagen in Germania, Safari in America del Sud e in Messico e, pensate un po’, proprio Thing negli Stati Uniti.
Passione vintage
Ed è per questo che l’attuale e-Thing fa pensare ad una 4x4 dura e pura. Ora, sappiamo che la ID. Buggy non si farà anche a causa dei problemi finanziari della e.Go Mobile, azienda tedesca che avrebbe dovuto produrla.
Ma non è detto a questo punto che Volkswagen sfrutti quell’idea e quell'idea di design per dare vita a un mezzo simile, basato magari sulla stessa meccanica.
Fotogallery: Volkswagen I.D. Buzz a Pebble Beach
La ID. Buggy, nello specifico, era stata presentata con batteria da 58 kWh (il taglio medio della ID.3, per intenderci) e un motore elettrico posizionato al posteriore (come la trazione) dotato di 150 kW.
Pensandoci, l’operazione revival potrebbe inserirsi perfettamente nel solco del recupero della tradizione in chiave elettrica che Volkswagen sta già mettendo in atto con la ID. BUZZ, erede alla spina del Bulli per la quale i lavori procedono più spediti di quanto si potesse immaginare.
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