I ministri Cingolani e Giovannini escono allo scoperto sui temi più caldi del settore (con un occhio di riguardo anche per l'idrogeno)

L’Italia sembra pronta a premere l’acceleratore della transizione ecologica, anche nel settore dei trasporti. Se infatti, da un lato, il Governo sta già ragionando sulla creazione di un polo per la produzione delle batterie per le auto elettriche, dall’altro ha cominciato a valutare ai massimi livelli anche lo stop alle vendite di vetture diesel e benzina.

Il tutto emerge oggi dalle parole dei ministri Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini. Il ministro della Transizione ecologica è intervenuto durante un webinar dedicato alla riforma europea dei trasporti e promosso dall’associazione “Fino a prova contraria”, mentre il collega responsabile delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili era impegnato all’Automotive Business Summit del Sole 24 Ore.

Bagno di realismo

Cingolani, in ogni caso, ha prima ribadito che “la transizione ecologica non si realizza in un attimo” e che serviranno “almeno dieci anni”. Lo dicono i numeri riportati dal ministro stesso: “In Italia circolano 13 milioni di vetture euro 0”, quindi non si può dire alle famiglie “da domani comprate tutti Tesla”. In più, “se pure da domani avessimo veicoli tutti elettrici, non sapremmo dove ricaricarli”.

2022 Ford F-150 Lightning di ricarica

Da dove continuare quindi il cammino verso le zero emissioni? Dalle fonti rinnovabili, passando “dagli attuali 0,8 GW di rinnovabili installate all’anno”, a “8 GW”. Poi bisognerà “procedere con l’elettrificazione del parco auto e far decollare le vetture alimentate a idrogeno”. Parole che faranno ancora una volta discutere i detrattori di questo vettore energetico, come avvenuto già in precedenza con altre esternazioni del ministro sul dualismo elettrico a batteria vs idrogeno. 

Gigafactory in arrivo

In ogni caso, al di là delle contrapposizioni, Cingolani spiega che l’esecutivo è al lavoro per “la creazione di un polo nazionale per la produzione di batterie”, che “si integri nella filiera europea” e ci renda “più autonomi e competitivi”. Il riferimento sembra andare al progetto da 1 miliardo di euro per la costruzione della Gigafactory Stellantis, a cui il Governo parteciperebbe con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Proprio riguardo al Pnrr, Cingolani avverte però che “non fa miracoli”, perché serve cambiare “sul piano culturale”. Spesso, per esempio, “vediamo circolare in strada troppe automobili con un unico passeggero: il conducente. Questo è un problema”.

Produzione di sistemi a batteria Mercedes-Benz EQS

Stop a benzina e diesel?

C'è poi il delicato tema dello stop alle immatricolazioni delle auto a benzina e diesel. Un’ipotesi che torna ad essere discussa anche da noi: mentre altri Paesi, come la Spagna e il Regno Unito, hanno già fissato una data di scadenza, “l’Italia – ha dichiarato Giovannini – non ha ancora preso una decisione di questo tipo ed è una discussione che stiamo facendo proprio con il ministro Cingolani”.

Il tema è “in qualche modo ineludibile”, per “dare un indirizzo chiaro al settore privato”. Senza dimenticare che “poi ci sono anche i veicoli commerciali”. In ogni caso, entro il 2030 "l’Italia deve abbattere in modo molto consistente le emissioni”, perché “l’accordo è stato raggiunto a livello europeo”. Insomma, se il G7 ha appena scelto una linea soft all’elettrificazione, Palazzo Chigi potrebbe muoversi più velocemente.