Il momento non è certo dei migliori per l’industria dell’auto, tra i settori più colpiti dal fuoco incrociato di Covid e guerra in Ucraina. In Cina anche Tesla ha dovuto fare i conti con la recrudescenza dei contagi, arrivando a chiudere lo stabilimento di Shanghai per circa tre settimane.

Uno stop che ha avvantaggiato i rivali locali di BYD, diventati la prima Casa per numero di consegne all’ombra della Grande Muraglia. E il costruttore cinese punta a insidiare Elon Musk su tutti i terreni di gioco. Anche nell’estrazione delle materie prime, dove si prepara a scendere in campo.

La strategia

I primi passi sono stati mossi a gennaio, quando BYD si è aggiudicata un contratto per la produzione di litio in Cile. Di marzo, invece, l’investimento da 3 miliardi di yuan (421,5 milioni di euro) nel Gruppo Chengxin Lithium, che vanta progetti minerari in Indonesia e Argentina.

2021 BYD Tang in Norvegia
Una piccola flotta di BYD Tang

E non finisce qui, perché alcuni media cinesi, ripresi dall’americana Bloomberg, riportano che la Casa è vicina a un accordo per l’acquisto di sei cave in Africa, da dove potrebbe ricavare così tanti minerali per produrre fino a 27 milioni di auto elettriche nei prossimi dieci anni.

Prevenire colli di bottiglia

L’obiettivo è chiaro: il costruttore vuole essere sempre più coinvolto nell’estrazione delle materie prime per veicoli a batteria, mettendo Tesla a distanza di sicurezza. Ma la strategia potrebbe essere anche un campanello d’allarme: BYD sembra temere una carenza a lungo termine di litio, nichel, cobalto e altri elementi. Dopo tutto, tra i suoi investitori conta uno come Warren Buffett, che delle previsione ha fatto il suo punto forte, tanto da essere considerato “l’oracolo di Omaha”.

In effetti, per il solo “oro bianco” i prezzi sono cresciuti del 500% nell’ultimo anno, vanificando in parte i progressi fatti dagli accumulatori, diventati nel tempo sempre più convenienti. La stima di BloombergNEF è che, dopo oltre un decennio al ribasso, le batterie possano riportare il segno “più” alla voce costi. Ma non tutti sono d'accordo e ci sono anche previsioni nell'immediato più ottimistiche come quelle di Goldman Sachs.

byd carros eletricos
Produzione BYD

La soluzione migliore

Nel frattempo, Tesla pensa di passare al contrattacco. È stato il ceo Elon Musk ad annunciare che la Casa “potrebbe dover entrare nel settore minerario e nella raffinazione diretta su larga scala”. Al momento, però, si tratta solo di un’ipotesi, mentre il litio continua ad arrivare da fornitori esterni. Per esempio dall’Australia.

Alla fine, comunque, la chiave del successo potrebbero essere gli accordi a lungo termine con i principali produttori del settore, che danno più certezza sugli approvvigionamenti. Ne è sicuro Seth Goldstein, analista di Morningstar Research Services:

“Investire in nuovi player minerari, che non hanno mai prodotto litio o nuove tecnologie, è relativamente più rischioso e potrebbe comportare l’impossibilità di garantire abbastanza litio”.