La Tesla Model Y è stata l’auto più venduta al mondo nel 2023. E non solo tra le elettriche: è stata la più venduta in assoluto. Lo si poteva intuire già nei mesi scorsi, ma ora, con oltre 1,23 milioni di esemplari consegnati ai rispettivi clienti, è ufficiale.

L’auto ha un’importanza strategica sia per la Casa americana che la produce, sia per tutto il settore della mobilità a zero emissioni. Ma cos’è che rende questo SUV elettrico così attraente? I fattori sono moltissimi. Cerchiamo di fare ordine e partiamo dall’inizio.

Tanto merito della Model 3

La Model Y è, in un certo senso, figlia della Model 3. Se non ci fosse stata la berlina elettrica, vettura con la quale Tesla ha imparato a produrre auto su larga scala, non ci sarebbe stata nemmeno la Model Y, che è arrivata nel 2020 trovando già una rete produttiva e metodi in grado di supportare grandi volumi.

Tesla Model Y e Model 3

Tesla Model Y e Model 3 (prima del restyling) a confronto

La Model Y, che con la Model 3 condivide circa il 70% dei componenti, ha però preso quanto di buono ha trovato e lo ha portato a un livello successivo, con nuove Gigafactory (a Berlino e ad Austin Tesla produce la Model Y, ma non la Model 3) e innovando i processi produttivi.

Rivoluzionaria sotto molti punti di vista

Per capire quanto Tesla si sia concentrata nella progettazione della Model Y si può citare l’attenzione con cui gli ingegneri della Casa americana hanno messo a punto l’impianto elettrico. È stato realizzato su una serie di sottosistemi coperti da brevetto che ha permesso di ridurre la lunghezza complessiva dei cavi da qualche km ad appena un centinaio di metri con un enorme risparmio di peso, ingombri e costi. Ed è solo un esempio di quanto questa vettura abbia stravolto gli schemi.

Ma parlando di metodi produttivi, la Model Y si è spinta anche oltre, introducendo per prima la tecnica del gigacasting nella realizzazione della scocca. Un vero cambio di paradigma, grazie al quale la parte posteriore viene realizzata in un unico stampo che sostituisce i circa 70 componenti utilizzati in precedenza e che ha permesso di accelerare enormemente la costruzione delle auto. Un numero? Nella Gigafactory di Shanghai bastano 150 minuti per arrivare a una Model Y fatta e finita.

2020 Tesla Model Y

La scocca della Tesla Model Y

Tutti i vantaggi dell’ecosistema Tesla

Se la Model Y ha tanto successo è anche merito del fatto che sia una… Tesla. Perché la Casa americana ha il primato di vendite delle auto elettriche nel mondo (per quanto BYD si prepari al sorpasso) per tanti motivi. Quello tecnologico, per esempio, visto che il brand è sinonimo di software all’avanguardia (Tesla per prima ha introdotto gli aggiornamenti over the air), di guida autonoma evoluta e di efficienza nella gestione dell’energia.

Ma Tesla piace anche per le prestazioni delle sue auto (famose sono le drag race contro supercar a motore termico che escono regolarmente sconfitte dalle gare di accelerazione) e, non ultimi, per l’ecosistema che ha creato con la rete di ricarica Supercharger, la più diffusa e affidabile al mondo, o gli impianti di accumulo domestici che comprendono Solar Roof, Powerwall e, naturalmente, wallbox.

Tesla Solar Roof

Una casa con i Tesla Solar Roof e l'impianto di accumulo 

Un SUV a misura di mercato

Se la Tesla Model Y vende così tanto, però, è anche merito proprio. Lunga 4,75 metri, larga 1,92 m e alta 1,62 m, con un passo di 2,89 metri, ha le dimensioni della classica auto da famiglia, con tanto spazio interno sia per gli occupanti che per i bagagli. Riguardo a questo aspetto, la Model Y ha un baule posteriore con capienza compresa tra i 600 e i 2.158 litri, al quale aggiunge un vano anteriore (il cosiddetto frunk) da 117 litri.

  • Lunghezza: 4,75 metri
  • Larghezza: 1,92 metri
  • Altezza: 1,62 metri
  • Passo: 2,89 metri
  • Bagagliaio: da 600 a 2.158 litri (frunk: 117 litri)

Nel look, ricalca fedelmente quel family feeling del brand che caratterizza tutte le vetture della serie S.3.X.Y. La “Y”, in particolare, ha forma a goccia e superfici morbide che le consentono di avere una buona aerodinamica, con Cx di 0,23.

Tesla Model Y in Quicksilver: L'esterno

Salendo a bordo ci si accorge subito di trovarsi all’interno di una vettura della Casa guidata da Elon Musk. Impossibile confondersi. E non per la grande T cromata al centro del volante, quanto per l’impostazione generale minimalista, con plancia orizzontale, rivestimenti semplici e l’immancabile touchscreen centrale a sbalzo a raccogliere tutte le informazioni inerenti, strumentazione, infotainment e ogni altra cosa.

Tre versioni, due batterie

La Model Y, come detto, è prodotta in vari stabilimenti. Nello specifico, la best seller della Casa nasce negli USA, a Fremont e ad Austin, in Cina, a Shanghai, e in Europa, a Berlino. Gli esemplari per l’Italia (in realtà per tutto il Vecchio Continente) arrivano proprio dalla Germania.

Le prime Model Y prodotte da Tesla nella Gigafactory di Berlino

Una Tesla Model Y esce dalla Gigafactory di Berlino

Al momento, a listino, ci sono tre versioni della Model Y: RWD, Long Range e Performance. La prima ha un solo motore posteriore e monta una batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) prodotta da BYD, che ha una capacità di 55 kWh circa. Promette un’autonomia WLTP di 455 km e scatta da 0 a 100 km/h in 6”9, arrivando a toccare i 217 km/h.

Le altre, invece, hanno due motori elettrici, che garantiscono la trazione integrale, e una batteria agli ioni di litio di tipo tradizionale da 75 kWh (da noi non arrivano le versioni con celle 4680, per ora riservate solo al mercato USA). La Long Range percorre 533 km con una ricarica e scatta da 0 a 100 km/h in 5”, mentre la Performance paga qualcosa in termini di percorrenze (514 km), ma tocca i 100 all’ora con partenza da ferma in soli 3”7. A livello di velocità massime la prima si ferma, come la RWD, a 217 km/h; la seconda ha il limitatore impostato a 250 km/h.

Tesla Model Y RWD Model Y Long Range Model Y Performance
Batteria 55 kWh (LFP) 75 kWh  75 kWh
Autonomia 455 km 533 km 514 km
0-100 6"9 5"0 3"7
Velocità massima 217 km/h 217 km/h 250 km/h

Ricariche a confronto

In base alla batteria cambiano anche i tempi di ricarica, con le versioni Long Range e Performance che al Supercharger arrivano a 250 kW di potenza e quella RWD, con batteria LFP, che si ferma leggermente prima, a 170 kW. In entrambi i casi, la Model Y riesce a ricaricarsi completamente in meno di 30 minuti. La Performance e la Long Range dichiarano di passare dal 20% all’80% in soli 15 minuti.

Tesla V4 Supercharger nei Paesi Bassi (fonte: Tesla - @TeslaCharging/X)

I nuovi Tesla Supercharger V4

Tutte le attività legate alla ricarica sono gestibili sia del sistema di infotainment dell’auto sia dall’app Tesla che si scarica sul telefonino e trasforma il proprio smartphone in un vero e proprio centro di comando dell’auto. Non solo consente di intervenire sulla ricarica, ma serve anche per aprire e chiudere l’auto senza chiave, regolare la temperatura dell’abitacolo o, ancora, pianificare un viaggio con tanto di soste incluse.

Potenza di ricarica

  • Tesla Model Y RWD: 170 kW
  • Tesla Model Y Long Range e Performance: 250 kW

Veloce e versatile

Su strada la Model Y si rivela un’auto confortevole e versatile. Con potenze comprese tra i 256 e i 437 CV, l’auto è sempre piacevolmente reattiva. Pur non avendo sospensioni attive, grazie a una corretta taratura di molle e ammortizzatori e a uno schema raffinato con quadrilateri anteriori e multilink al retrotreno, garantisce comfort e buone doti dinamiche, soprattutto nelle versioni con cerchi in lega di maggiori dimensioni.

In città o in manovra si patiscono però un angolo di sterzo non così generoso e la visibilità posteriore, che è ostacolata dal lunotto spiovente e da montanti D abbastanza ingombranti. L’auto, entrando nei vari menù dedicati alla dinamica di guida, permette di regolare sia la risposta dell’acceleratore sia la durezza dello sterzo, così da consentire a ogni automobilista di trovare i settaggi preferiti.

Nella guida su percorsi guidati si apprezzano inoltre la precisione chirurgica con cui l’auto ripartisce la coppia tra le singole ruote e il modo in cui scarica a terra la forza motrice.

Ora anche con gli incentivi

Venendo infine ai prezzi, la Tesla Model Y ha subito nel tempo riduzioni considerevoli. Basti dire che, al momento del debutto sul mercato italiano, una Long Range costava 63.000 euro e ora si ferma a 49.990, mentre la Performance, che ha debuttato da noi a 71.000 euro, ora non supera i 55.990 euro. 

Il taglio più interessante, però, riguarda la Model Y RWD, che con l'ultima riduzione di prezzo è scesa al di sotto della soglia di accesso agli incentivi statali. Il che la rende tra le auto elettriche più appetibili del mercato. Staremo a vedere se anche da noi, dove l'auto elettrica va a rilento rispetto ad altri Paesi europei, questa maggiore convenienza riuscirà a dare nuova linfa alle vendite. 

Fotogallery: Tesla Model Y (2023)