Fresco vincitore del titolo “Person of the year” assegnato sia dal Time che dal Financial Times, Elon Musk si prepara a chiudere un 2021 in chiaroscuro per Tesla: da un lato le luci del record di vendite, dall’altro le ombre di alcune questioni legali con cui fare i conti, dalle indagini sull’Autopilot alle accuse di razzismo e sessismo. Proviamo a ripercorrere le principali tappe dell’anno vissuto dalla Casa di Palo Alto e dal suo eccentrico ceo.

Indietro con le lancette

Il nostro breve viaggio nel tempo parte da un paio di numeri: 241.000 e 627.000, ovvero le auto elettriche consegnate nel mondo durante rispettivamente il terzo trimestre e i primi 9 mesi del 2021, confermando il buon andamento visto già a gennaio-marzo. Cifre che, stando a Bloomberg Hyperdive, rappresentano due-terzi del mercato totale di veicoli a batteria e l’88% delle entrate societarie.

Il resto arriva soprattutto dal programma “Tesla Energy”, promettente business line che spazia dal sistema fotovoltaico Solar Roof alla batteria domestica Powerwall, oltre ai giganteschi Megapack, considerati dalla testata americana “prodotti che vale la pena tenere d’occhio”.

Guida (non) autonoma

I risultati finanziari non sono quindi mancati. Ma, come anticipato, il 2021 del costruttore non è stato tutto rose e fiori. Pensiamo ad esempio al sistema di Full-Self-Driving, che punta a essere una vera eccellenza per la Casa, ma fatica a diventare pienamente operativo, mettendo in difficoltà il ceo e i suoi soci.

Stazione di ricarica Tesla in Cina

Parliamo del fatto che l’attuale sistema di guida assistita è al centro delle attività d’investigazione della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) per essere il sospettato principale di una serie di incidenti avvenuti con veicoli di soccorso.

Nemici dentro e fuori

Il 2021 è stato poi l’anno che ha visto crescere gli aspiranti competitor Lucid e Rivian, con i californiani impegnati in un piano di espansione mondiale e con la startup sostenuta da Amazon a fare il botto dopo l’esordio a Wall Street.

Ma i problemi possono nascere anche dentro le quattro mura di casa. È successo più di una volta, costringendo il costruttore a presentarsi in tribunale e vedersi condannato a risarcimenti milionari per casi di razzismo tra i dipendenti. Oltreoceano si parla anche di alcune carte in mano a uno studio legale di San Francisco che testimonierebbero casi di “molestie dilaganti” denunciati da più donne.

Alla conquista dell’Europa

Alle considerazioni di Bloomberg aggiungiamo che quest’anno la Casa ha però fatto dei passi importanti in Europa, con l’inaugurazione di GigaBerlin, cioè del primo stabilimento nel Vecchio Continente, e con l’arrivo della Model Y in Italia e l’apertura dei Supercharger a tutti gli automobilisti olandesi. In attesa del Bot annunciato per il 2022.

In 2021, nel bene e nel male, sarà un anno da ricordare. E qualunque sia il giudizio, una cosa è certa: Tesla riesce sempre a far parlare di sé, in un modo o nell’altro.