La Zero Concept proposta a marchio Lynk & Co ha uno stile intrigante e una nuova piattaforma dedicata alle full electric

Geely lo aveva promesso: al Salone di Pechino avrebbe presentato un’elettrica di ultimissima generazione. Eccola: si chiama Zero Concept ed è proposta a marchio Lynk & Co, brand riservato alle vetture con impostazione premium del colosso cinese.

L’auto, che ha forme da crossover, a parte uno stile interessante (che anteriormente ricorda un po' la Model 3) e contenuti che la rendono appetibile anche in Europa, rappresenta un modello chiave per il gruppo perché nasce sulla piattaforma SEA (sigla che sta per Sustainable Experience Architecture). È espressamente pensata per veicoli elettrici ed è quella adottata anche da alcuni modelli Volvo e Polestar, marchi di cui Geely è proprietaria dal 2010.

Una piattaforma, nove marchi

Realizzata con un investimento di 18 miliardi di yuan, pari a oltre 2 miliardi di euro, la piattaforma non solo permette a Geely di sfruttare maggiori economie di scala, ma è anche pronta ad accogliere tecnologie di ultima generazione in tema di connettività e guida autonoma.

Fotogallery: Lync & Co Concept Zero

Ha il vantaggio di essere estremamente modulare, tanto che la Casa cinese la userà per dare vita a numerosi modelli, inclusi pick-up e veicoli commerciali, proposti con ben nove marchi diversi.

Tra questi, oltre Geely e Lynk & Co, anche Volvo, Polestar e smart. Sì, perché Geely possiede il 9,7% del gruppo Daimler e con i tedeschi ha trovato l’accordo per proporre alcune vetture a marchio smart appunto sul mercato interno. E chissà che non possa essere la base anche per la smart crossover.

Con la super batteria CATL

La piattaforma SEA sarà anche tra le prime a montare le batterie da due milioni di km attualmente allo studio da parte di CATL. L’accordo con il colosso cinese delle batterie potrebbe donare in prospettiva a Geely un rilevante vantaggio competitivo.

Proprio sfruttando questo vantaggio, la Casa con sede a Hangzhou vuole vendere la propria piattaforma ad altri costruttori. Un po’ come ha fatto Volkswagen con Ford per la MEB e un po’ come punta a fare Tesla, che ha “messo in vendita” buona parte delle proprie tecnologie.