La kermesse cinese non si è arresa alla pandemia e porterà con sé molte novità di prodotto, ma anche e soprattutto "strategiche"

Il Salone di Pechino si sarebbe dovuto tenere a fine aprile, ma come sappiamo bene la pandemia ha fatto il resto. A differenza però di manifestazioni come quelle di Ginevra e Parigi, saltate definitivamente per quest'anno, la kermesse cinese si appresta già a recuperare l’edizione 2020, che aprirà i battenti il 26 settembre, pochi giorni dopo l'attesissimo Tesla Battery Day.

Ma cosa dobbiamo aspettarci dal Beijing Auto Show a livello di auto elettriche? La Cina, che nonostante lo storico sorpasso dell'Europa resta il mercato di riferimento per le EV, ha visto tradizionalmente dominare i costruttori locali, con le Case straniere relegate a ruolo di comprimarie. Sarà così anche quest'anno?

Nuovi equilibri all’orizzonte

Le cose stanno cambiando e molti gruppi si sono attivati per sovvertire gli equilibri. Per due motivi. Il primo riguarda le Case straniere, che avendo sostenuto fortissimi investimenti per seguire la transizione energetica vedono ora la Cina come terra di conquista.

copertina europa cina

Il secondo riguarda le Case cinesi, che sul mercato interno hanno sempre fatto ottimi numeri e che, puntando anche su una qualità crescente delle proprie auto, non ci stanno a farsi scalzare e anzi vogliono entrare in forze anche nel "fortino europeo". Si pensi a costruttori come BYD, XPeng o Nio.

Insomma, una sfida industriale che va a innestarsi un uno scacchiere geopolitico in cui l'auto elettrica assumerà un peso sempre maggiore, come dimostrano anche le recenti iniziative europee per le batterie e per le materie prime.

Il pressing di VW e GM

Le Case estere che fanno i numeri più grandi in Cina sono Volkswagen e General Motors, che però ancora non hanno lanciato una vera e propria offensiva elettrica nel Paese. La Casa di Wolfsburg ha a listino lì soltanto la Bora e la Lavida, berline tre volumi che nelle versioni tradizionali stanno ottenendo buoni riscontri, mentre GM per il momento offre tre modelli a zero emissioni: le Buick Velite 5 e Velite 6 e la Chevrolet Menlo.

Volkswagen ID.4 Foto di cabina

Sia VW sia GM, però, proprio al Salone di Pechino di quest’anno daranno avvio a una sorta di rivoluzione a zero emissioni. La Casa tedesca accelerando i tempi sulla messa in commercio dei modelli della famiglia ID, attesi in Cina nel 2021, e quella americana aprendo la strada ad una serie di vetture elettrificate che andranno a rappresentare circa la metà dell’offerta entro i prossimi 5 anni.

L’impegno delle giapponesi

Sul Salone di Pechino puntano con decisione anche le Case nipponiche, con Nissan e Toyota in testa. Nissan cercherà di puntare i riflettori soprattutto sul SUV elettrico Ariya, guardato con grande interesse in tutto il mondo. Nissan è già attiva in Cina con la Sylphy, berlina compatta prodotta e venduta all’ombra della Grande Muraglia, ma conta di introdurre in Cina sei nuove elettriche da qui al 2024.

2021 Nissan Ariya

Toyota, pronta a calare l'asso delle batterie allo stato solido, attualmente in Cina produce e vende la versione elettrica della C-HR a doppio marchio. L’auto infatti è disponibile sia come GAC CH-R sia come FAW Izoa, mostrerà al proprio stand vetture elettriche e plug-in hybrid che ha intenzione di iniziare a commercializzare in Cina grazie alle alleanze firmate proprio con i due costruttori GAC e FAW. Quest'ultimo diventato noto in Italia per la volontà di sviluppare in Emilia Romagna le sue vetture ad alte prestazioni.

A Nissan e Toyota si aggiunge Honda, che ha annunciato che a Pechino mostrerà una concept che anticipa la prima elettrica che la Casa venderà in Cina, dove la piccola e divertente Honda e non è al momento prevista. L'auto, di cui al momento è stato rilasciato soltanto un teaser, mostra forme da crossover sportiva. Interessante la soluzione cella mascherina illuminata che anche altri marchi (come Skoda per la Enyaq) hanno adottato su modelli di serie.

Honda EV Concept Pechino 2020

I colossi locali

Ma veniamo a big che giocano in casa. Il più grande costruttore di auto elettriche cinese per il mercato interno è BAIC. Il colosso non lancerà solo un nuovo SUV elettrico chiamato Alpha-T, realizzato in collaborazione con Magna International, ma darà vita al nuovo marchio Arcfox riservato proprio alle vetture a zero emissioni.

Lo stesso farà Dongfeng, Casa di proprietà dello Stato con il nuovo brand Voyah presenterà la i-Land, una berlina sportiva a zero emissioni attualmente ancora allo stato di concept. Geely, dal canto suo, proprio a Pechino si spingerà nel mondo dell’elettrico con la sua prima auto a batteria di nuova generazione. Sarà presentata con il marchio Lynk & Co.

Lynk & Co 03 Cyan Concept lead image

Una marea di startup

L’aspetto più interessante del Beijing Auto Show è rappresentato dalla possibilità di avere una panoramica sul mondo della mobilità elettrica cinese.

Ogni anno in Cina nascono centinaia di startup che si cimentano con le auto a batteria e per quanto molte di esse abbiano vita breve, non è difficile scovare chi, con basi più solide, può avviare progetti concreti. È stato cosi per NIO, per XPeng o per Human Horizons, ad esempio.

Sono tutte realtà giovani che, più o meno faticosamente, si stanno affacciando sul panorama internazionale con progetti interessanti, che puntano a cambiare la percezione delle auto cinesi nel resto del mondo. Da prodotti scopiazzati di bassa qualità ad alternative credibili.