Quando Sony presentò la concept della sua auto elettrica in tanti rimasero a bocca aperta. E quando si affrettò a dire che si trattava di un’iniziativa isolata che non avrebbe avuto nessun tipo di seguito, nessuno ci credette. A ragione, visto che oggi arriva l’annuncio che l’azienda si è alleata con Honda per dare vita a una joint venture, con l’obiettivo di produrre auto elettriche ad alto valore aggiunto e in grado di offrire nuovi servizi di mobilità.

È solo l’ultima collaborazione tra una Casa automobilistica e una società tecnologica. L’auto elettrica, infatti, porta con sé un alto grado di innovazione sotto molteplici punti di vista, inclusi quelli su connettività e digitale.

Molti costruttori provano a creare dipartimenti interni per sviluppare sistemi proprietari, ma la prassi è ancora quella di avvalersi di realtà specializzate da usare in modo esclusivo o, al massimo, congiuntamente ai propri centri di sviluppo.

Tutti i fronti di Stellantis

Tra i gruppi più attivi in questo senso c’è Stellantis, che sfrutta collaborazioni di lunga data – quando c’erano ancora PSA e FCA – e accordi più recenti. Tra le prime, l’iniziativa con Waymo (Google) sulla guida autonoma, avviata nel 2016 dal Gruppo allora guidato da Sergio Marchionne. Ha vissuto numerosi cambi di programma, passando dal dover creare “l’auto di Google” al limitarsi (si fa per dire) a sviluppare tecnologie per permettere alle vetture di muoversi senza conducente.

Stellantis, in tempi più recenti, ha stretto accordi anche con Amazon e Foxconn. Con la prima, a inizio 2022, ha avviato i lavori sulla creazione di servizi innovativi di connettività e la fornitura di servizi legati alla mobilità sostenibile. La seconda, risalente alla metà dell’anno scorso, ha portato alla nascita di Mobile Drive, joint venture 50-50 concentrata sullo sviluppo di tecnologie digitali legate alle auto.

Fiat Concept Centoventi

Renault-Nissan-Mitsubishi

Waymo, nel 2019, ha allargato i propri orizzonti avviando - tra le altre cose - anche una collaborazione anche con l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. La nuova partnership, almeno in un primo tempo, non opererà tanto nella messa su strada di veicoli a guida autonoma, concentrandosi sulla ricerca di eventuali sbocchi commerciali, e sulla definizione degli aspetti legali e normativi di progetti di questo tipo.

Sul lato del software, invece, il Gruppo Renault lo scorso anno ha lanciato la Software Republique, divisione concentrata proprio sui servizi informatici che vede coinvolte diverse realtà come Atos, ST Microelectronics e Thales. Renault collabora anche Dassault Systemes, società specializzata nella gestione di servizi in cloud che permettano di offrire soluzioni di mobilità all’avanguardia.

Renault Megane E-Tech Electric (2021)

Una Stella senza conducente

Tornando alla questione della guida autonoma, a inizio 2020 Mercedes e Nvidia hanno annunciato l’avvio di progetti congiunti per la definizione di tecnologie di ultima generazione inerenti l’assistenza alla guida. I primi risultati di questo progetto si vedranno a partire dal 2024.

Da quel momento in avanti sulle vetture della Stella debutterà la Nvidia Drive AGX Orin, tecnologia che sfrutta la potenza di calcolo di diversi processori - aiutati dall’intelligenza artificiale - per dare vita a sistemi di guida autonoma al Livello 4, grazie alla quale le auto potranno raggiungere una destinazione e parcheggiare senza necessità di intervento umano.

mercedes-benz-vision-eqs-2019

ID. Buzz per tutti

Volkswagen, una tra le Case che con più decisione ha intrapreso la strada dell’elettrificazione, sta lavorando sodo per affermarsi come azienda di servizi. Lo sta facendo seguendo una strategia precisa (Accelerate) che porterà l’azienda a cambiare modello di business. Se per il software ha dato vita alla società “interna” Cariad, per la guida autonoma ha scelto di collaborare con Argo AI.

I risultati di questa collaborazione sono stati anticipati dalla ID. Buzz AD (in cui AD sta proprio per Autonomous Drive), versione sperimentale del monovolume elettrico col quale si sta testando la marcia senza conducente, anche in ambito urbano in alcune città tedesche. Nel 2025 alcuni esemplari di ID. Buzz autonomi dovrebbero iniziare a svolgere servizio di ride-pooling.

vw-id.buzz-ad

Ford punta (anche) sui giovani

Argo AI, società tra le più quotate al mondo sul tema della guida autonoma, è stata contattata anche da Ford. La Casa dell’Ovale Blu ha coinvolto nel progetto anche Lyft, società americana che opera nel settore dei trasporti in tutto il Nord America.

Le tre aziende vogliono arrivare a mettere in commercio un servizio di taxi senza conducente che sfrutti i know-how delle varie realtà coinvolte. Secondo i piani si dovrebbe arrivare ad avere 1.000 veicoli autonomi in circolazione entro il 2025. Per accrescere le competenze su software e servizi digitali, Ford sta inoltre collaborando molto attivamente negli Stati Uniti con una serie di programmi mirati realizzati insieme alle Università. Questo per garantirsi giovani talenti da inserire in organico una volta terminato il percorso di studi.

FordPass Sync

GM ci prova con Microsoft

Restiamo al di là dell'Atlantico. General Motors sta investendo molto sull’auto elettrica e ha presentato già diverse soluzioni meccaniche d’avanguardia a livello di piattaforme e batterie. Per quanto riguarda la guida autonoma, La Casa guidata da Mary Barra ha scelto di rivolgersi a Microsoft.

A partire dal 2021, le due aziende hanno iniziato a lavorare insieme per accelerare sulla messa a punto di sistemi di assistenza alla guida che permettano di commercializzare in tempi brevi servizi di mobilità senza conducente. Al progetto collabora anche Cruise, azienda californiana che dal 2013, anno in cui è nata, proprio di tecnologie di guida autonoma si occupa.

Volante conceito GM (2)

L'autotaxi secondo Toyota

Il colosso fondato da Bill Gates non lavora unicamente con GM, anche Toyota infatti si avvale delle sue competenze in ambito tecnologico, da ben 10 anni. Obiettivo della partnership è quello di sviluppare software all’avanguardia, così da rispondere alle crescenti esigenze dell’automotive nel campo della digitalizzazione.

Sul tema della guida autonoma, invece, Toyota ha avviato una collaborazione con Apex.AI, tech company specializzata nella progettazione di piattaforme digitali, nella catalogazione e trasmissione di dati per la messa a punto di moderne tecnologie di marcia senza conducente. Su questo fronte Toyota lavora anche insieme ad Aurora, società di proprietà di Uber, con la quale vuole avviare il proprio servizio di autotaxi.

Gamma Toyota e Lexus EV

BMW: Livello 5 nel 2025

BMW è molto attiva sul tema delle nuove tecnologie. Sulla questione software lavora insieme a Critical TechWorks già da molti anni e nel 2018 le due aziende hanno annunciato di aver allargato la loro collaborazione per affrontare le crescenti sfide delle auto su temi quali connettività, servizi in cloud e digitalizzazione.

Per quanto riguarda la guida autonoma, invece, dopo aver interrotto (consensualmente) la collaborazione con Mercedes, la Casa di Monaco ha puntato su Intel e Mobileye per arrivare a realizzare vetture con assistenza di Livello 5. In tempi più recenti si è anche rivolta a Qualcomm, società che dovrebbe fornire chip di nuova generazione in arrivo sui modelli in commercio a partire dal 2025.

bmw serie 5 android auto

Tesla balla da sola

In tutto questo, Tesla segue una via "interna". La Casa di Elon Musk, che può sfruttare il vantaggio di essere in un certo senso nata come tech company sin dall’origine, ha sempre sviluppato internamente il software delle proprie auto e le tecnologie dedicate alla guida autonoma.

Lo dimostra il fatto che su entrambi i fronti Tesla sia un passo avanti rispetto alla concorrenza. Non solo: per quanto concerne la guida autonoma, la Casa ha da poco presentato il supercomputer Dojo, che dovrebbe essere il più potente al mondo, e un complesso sistema di reti neuronali sul quale si basa il nuovo sistema Full Self Driving.

Tesla presenta il Full Self Driving durante l'AI Day

L'approccio "startup"

Stessa cosa di Tesla fa Lucid, che affonda le proprie radici al 2007, quando nacque con il nome di Atieva, concentrandosi su batterie e powertrain per auto elettriche. Lucid, che sulla sua Air fa grande vanto sia del software sia della guida autonoma, ha realizzato tutto internamente.

Anche Rivian percorre la strada del "tutto in casa", col vantaggio di avere tra i maggiori azionisti Amazon, che si sta interessando sempre di più al settore dell'auto elettrica e che, tra le tante iniziative messe in campo, ha acquistato anche Zoox, azienda che lavora nel campo dei taxi a guida autonoma. 

Touchscreen Lucid Air Center

I big cinesi dell'elettronica 

Se da una parte le Case devono allearsi con le tech company spinte dalla trasformazione delle auto in oggetti sempre più software-oriented, dall'altro la transizione ecologica offre l'opportunità ai colossi dell'elettronica di cimentarsi con la mobilità.

Lo dimostra il fatto che molte aziende come Baidu, Xiaomi o Huawei stanno esordendo proprio nel capo delle quattro ruote, con veicoli che oltre che sui powertrain a zero emissioni fanno (o faranno) leva su tecnologie all'avanguardia.

huawei seres sf5

Non ultima, in questo processo di travaso di tecnologie, Apple, che dopo aver rallentato sul progetto Titan per lo sviluppo dell'auto elettrica, ha di nuovo accelerato e si accinge a esordire in questo settore nel giro di pochi anni.